Il rush finale che ha permesso di inaugurare nell’ultimo scampolo del 2025 la A33 Asti-Cuneo ha impedito di titolare che ci sono voluti 35 anni per realizzare una infrastruttura lunga appena 90 chilometri. Diremo allora che gli anni sono stati 34, evitando di sottolineare troppo che per circa 5 chilometri la strada si restringe a una sola careggiata a doppio senso di marcia.
L’eterna incompiuta del Nord Ovest
Del resto guai a rovinare i festeggiamenti del momento. Leggiamo sul comunicato stampa di Regione Piemonte: “Un presidente Cirio particolarmente emozionato ha puntualizzato che «nel 2019, quando sono diventato presidente, mancavano autorizzazioni, risorse e un progetto realizzabile per gli ultimi due lotti. Oggi, sei anni dopo, siamo qui e l’autostrada è finalmente aperta: è stato un lavoro lungo e difficile, per cui ringrazio il governo, i sindaci, le istituzioni locali, la società concessionaria, i tecnici e le maestranze»”.
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Quanto è costata alla fine la A33 Asti-Cuneo?
Sottolineeremo invece i costi totali dell’opera: negli anni ’90 si stimava di dover mettere sul piatto 340 milioni di euro, oltre tre decadi dopo gli euro spesi sono stati ben 1,457 miliardi. La cifra iniziale non avrebbe nemmeno coperto l’ultima tratta, come evidenzia il principale quotidiano del Nord Ovest, La Stampa: “Costo degli ultimi due lotti (9,8 km dalla tangenziale di Alba al viadotto di Cherasco rimasto sospeso per 14 anni) realizzati in cross financing: 360 milioni di euro”.
Portare a compimento l’opera, che col suo troncone rimasto a metà e in sospeso sulle nebbiose campagne di Cherasco era presto diventata emblema di ciò che non funziona nel nostro Paese, ha richiesto sforzi straordinari, soprattutto sul fronte economico. Sempre il quotidiano diretto da Andrea Malaguti calcola: “Se si guarda all’intero arco temporale dei ritardi, il danno cumulato è stimabile tra i 200 e i 300 milioni di euro”.
La A33 Asti-Cuneo sarà pure strategica per il Piemonte e le sue industrie, rappresentando un collegamento migliore con la Liguria e col resto d’Europa, ma per il suo completamento – non ce ne voglia il presidente di Regione Alberto Cirio ‘particolarmente emozionato’ – c’è ben poco da festeggiare.