La lezione di Garziera. «La migliore innovazione? Quella semplice e intuitiva. Il futuro si disegna con chi ha la testa giovane»

La lezione di Garziera. «La migliore innovazione? Quella semplice e intuitiva. Il futuro si disegna con chi ha la testa giovane»

La storia è poco conosciuta ma rappresenta un tassello fondamentale dell’innovazione mondiale: sessant’anni fa l’Italia inventò il primo personal computer, la leggendaria Olivetti Programma 101, presentata a New York nel 1965 e usata persino dagli scienziati della NASA nelle missioni Apollo. Ne abbiamo parlato durante SIOS25 Winter in compagnia di un ospite d’eccezione: Gastone Garziera, membro del team Olivetti che lavorò “quasi in clandestinità” alla P101. Assieme a lui, Roberto Bonzio, giornalista per la nostra rubrica Italiani di frontiera e nostra Firma dal Futuro, e Giampaolo Colletti, direttore editoriale di StartupItalia, ripercorrono in questo videopodcast prodotto da Likeabee la sfida tecnologica e culturale di quegli anni, le difficoltà di un progetto pionieristico, il design elegante e innovativo, e il lascito di una macchina che cambiò per sempre il concetto di calcolo personale.

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«Ero stato selezionato da Mario Tchou nel laboratorio di ricerca elettronica. Si tenga presente che a quel tempo in Italia quasi nessuno sapeva qualcosa di elettronica né di computer – racconta Gastone Garziera, vincitore dello Special Award P101 di StartupItalia – Dopo soli 4 anni di ricerche nacque l‘Elea 9003, il primo computer al mondo completamente transistor, che riuscì a superare la stessa IBM la quale lavorava su quel terreno da decenni. Un risultato incredibile che spaventò anche l’America non solo per la portata innovativa ma pure per il valore strategico-militare che questa macchina portava con sé».