Grok entra nelle reti militari USA. Tutto quello che sappiamo sull’accordo con Elon Musk

Grok entra nelle reti militari USA. Tutto quello che sappiamo sull’accordo con Elon Musk

Il segretario alla Difesa USA, Pete Hegseth, ha annunciato che Grok verrà utilizzato insieme ai modelli generativi di Google all’interno delle infrastrutture del Dipartimento della Difesa con l’obiettivo di accelerare la strategia di adozione dell’AI da parte del Pentagono, che punta a far girare i modelli più avanzati su tutte le reti militari. Secondo alcune indiscrezioni, l’integrazione dovrebbe entrare in atto a partire da questo mese. Ecco che cosa sappiamo sugli accordi tra il dipartimento USA ed Elon Musk.

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Che cosa sappiamo sugli accordi tra il dipartimento e Musk?

Secondo fonti ufficiali, Grok verrà integrato in reti non classificate del dipartimento della Difesa ma anche in reti classificate, cioè sistemi con accesso a informazioni sensibili e operative. E proprio questo sarebbe il punto più delicato e controverso, perché implica che un modello sviluppato da un’azienda privata possa interagire con dati militari ad alta sensibilità.

Secondo alcune fonti, Grok sarà incorporato in GenAI.mil, la piattaforma di AI personalizzata del Dipartimento della Guerra USA. In pratica, GenAI.mil è progettata per:

La scelta ha generato una serie di critiche a livello internazionale, in particolare sul coinvolgimento diretto di Elon Musk, sul rischio di affidare sistemi sensibili a un’azienda privata ma anche su possibili implicazioni geopolitiche e di sicurezza.

Sostanzialmente, il dipartimento USA utilizzerebbe l’AI di Musk per analizzare enormi quantità di dati prodotti quotidianamente dalle attività militari, trasformandoli in insight, scenari e sintesi operative. L’IA dovrà supportare la pianificazione, la gestione documentale, la consultazione rapida degli archivi e la produzione di materiali interni, contribuendo a velocizzare processi che oggi richiedono tempi lunghi e personale specializzato. L’obiettivo dichiarato è quello di rendere l’apparato militare più agile, più informato e più reattivo, in un contesto geopolitico in cui la competizione tecnologica con Cina e Russia è considerata una priorità strategica.

Le controversie internazionali

La questione più discussa riguarda la natura stessa di Grok: un modello sviluppato da un’azienda privata, fortemente legata alla figura di Musk, che opera anche attraverso X, la piattaforma social da cui l’AI attinge una parte significativa dei suoi dati. L’assenza di una separazione netta tra Grok e l’ecosistema di X ha alimentato dubbi sulla sicurezza, sulla governance dei dati e sulla possibilità che un soggetto privato possa avere un ruolo così profondo all’interno delle infrastrutture militari statunitensi.

Nonostante le polemiche, il Pentagono ha scelto di procedere, convinto che l’adozione massiva dell’AI sia ormai inevitabile e necessaria. L’integrazione di Grok viene presentata come un passo verso un futuro in cui l’Intelligenza artificiale non sarà più un supporto esterno, ma un elemento nativo dell’architettura militare, capace di affiancare analisti, ufficiali e decisori in tempo reale.