IPO, Bending Spoons avvia le procedure per l’approdo a Wall Street. Valutazione tra i 20 e i 30 miliardi?

IPO, Bending Spoons avvia le procedure per l’approdo a Wall Street. Valutazione tra i 20 e i 30 miliardi?

Ci siamo. La startup italiana Bending Spoons secondo quanto riporta il Corsera avrebbe iniziato a scegliere le banche alle quali affidare l’incarico della “discesa in campo” nella piazza delle piazze, ovvero Wall Street. Già individuate, secondo le medesime fonti sentite da via Solferino, Jp Morgan, Goldman Sachs e Morgan Stanley (non c’è molta inventiva) ma, viene spiegato, il consorzio potrebbe allargarsi ulteriormente ad altri istituti.

Bending Spoons pronta per l’IPO

L’operazione è prodromica ovviamente all’attesa IPO che Bending Spoons effettuerebbe quindi entro l’anno: gli analisti ritengono che la software house italiana potrebbe valere una cifra compresa tra 20 e 30 miliardi di dollari e punterebbe così all’S&P 500. La cifra potrebbe salire laddove si manifestasse una domanda molto elevata da parte degli investitori o nel caso in cui, prima della quotazione, fossero effettuate altre acquisizioni.

Chi ha scommesso finora su Bending Spoons

A seguito dell’ultima operazione la valutazione di Bending Spoons si aggirava sugli 11 miliardi. In totale Bending Spoons ha raccolto, fra capitale di rischio e prestiti, quasi 5 miliardi di dollari. Tra gli investitori figurano: Baillie Gifford (fondo «scopritore» di Tesla), Tamburi, l’ex cfo di Apple Luca Maestri e l’ex tennista Andre Agassi.

Le operazioni di rilievo e le polemiche

A proposito delle acquisizioni, sono davvero numerose quelle di spicco – per un totale che si aggira sulle 50 operazioni – messe a segno dalla realtà di Luca Ferrari fondata nel 2013: America Online, Vimeo, Brightcove, WeTransfer, Evernote, Koomoot e, lo scorso dicembre, Eventbrite. Bending Spoons ha anche spesso fatto discutere per il modus operandi legato a operazioni simili avendo avviato massicci licenziamenti appena finalizzata l’operazione: è già successo con Filmic, Meetup, Evernote e WeTransfer.