Commesso della Camera fallisce test del carrello: leghista si porta via 49 milioni

Roma (Ladrona) – Fa scalpore l’ennesimo caso di test del carrello fallito, con relativo licenziamento di un povero funzionario reo di non essersi accorto di un furto avvenuto proprio sotto il suo naso. Stavolta però il luogo del delitto è Montecitorio e lo sfortunato protagonista è un commesso della Camera dei deputati.

Su richiesta del Presidente Mattarella, in nome del risparmio e della moralità pubblica, si sta sperimentando un sistema di vigilanza nei palazzi del Parlamento e, come avviene nei supermercati, nell’ambito di questa iniziativa viene anche testato il grado di attenzione degli impiegati addetti ai controlli.

I commessi di Camera e Senato sono stati sottoposti a corsi di formazione sulla prevenzione dei furti, con tanto di esercitazioni sul campo consistenti nel seguire Piero Fassino durante i suoi spostamenti in aeroporto. Malgrado questo allenamento preventivo, uno dei primi test è fallito miseramente: un senatore leghista – il cui nome è coperto dal segreto istruttorio, ma possiamo dire che fa rima con “ingorghi” – in visita alla Camera è infatti uscito da Montecitorio portandosi via 49 milioni di euro (anche se avrebbe preferito le lire).

Il funzionario incaricato della sorveglianza è stato così licenziato e alla Lega è stato intimato di restituire il maltolto. Matteo Salvini si è recato dai giudici con i dirigenti del partito esordendo con “Il solito!”, intendendo dire che la Lega restituirà anche questi ulteriori 49 milioni in comode rate in un periodo di circa 80 anni.

Sistemata questa pratica, il leader del Carroccio ha rilasciato una dichiarazione molto dura contro gli aiuti all’Ucraina, condannando con forza la corruzione del paese ex sovietico: “Se gli aiuti a Kiev diventano mazzette non ci sto!”.

Andrea Michielotto

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