Italian Lifestyle Acceleration, Sordi (Nana Bianca): «Dobbiamo portare l’Intelligenza artificiale dentro il manifatturiero italiano»

Italian Lifestyle Acceleration, Sordi (Nana Bianca): «Dobbiamo portare l’Intelligenza artificiale dentro il manifatturiero italiano»

Firenze ha questa bella abitudine: trasforma un’intuizione, un gusto, uno stile, in materia viva e progetti veri. È così da secoli, prima nelle botteghe, dove il “bello” non era un concetto, ma un lavoro. Oggi, a cambiare sono gli strumenti, non la vocazione: al posto degli scalpelli ci sono sensori, AI, nuovi materiali, tracciabilità, piattaforme. Ma la logica è la stessa: trasformare un’idea in qualcosa che regge l’impatto del mondo e cambia la realtà.

In questa tradizione, divenuta innovazione in purezza, si inserisce il Demo Day dell’Italian Lifestyle Acceleration Program, il programma di accelerazione, giunto alla quarta edizione, realizzato da Intesa Sanpaolo Innovation Center e Fondazione CR Firenze, in collaborazione con Nana Bianca e con la Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università di Firenze.Italian Lifestyle Acceleration Program sostiene la crescita delle imprese italiane mettendo in contatto industria, ricerca e innovazione per rafforzare il Made in Italy. Un ruolo centrale lo hanno avuto anche i Corporate Partner del programma – Alpitour World, Gucci, Colorobbia, Cisco, Sanpellegrino e Starhotels – affiancati quest’anno da tre nuove realtà: Bauli, Terna e Iren. Partner che hanno messo a disposizione competenze, know-how e visione industriale, contribuendo allo sviluppo di servizi congiunti e di nuove soluzioni di prodotto.

Una mattinata all’auditorium dell’Innovation Center di Fondazione CR Firenze con le sei startup selezionate – Aloe, Biotitan, Biova, Elementag, Knitronix e Why Only White – salite sul palco per i pitch, raccontando soluzioni, casi d’uso e i risultati dei PoC sviluppati nel programma.

Alessandro Sordi (Nana Bianca), Marco Pierini (Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università di Firenze), Viviana Bacigalupo (Intesa Sanpaolo Innovation Center) e Gabriele Gori (Fondazione CR Firenze) hanno aperto la mattinata, riepilogando gli obiettivi e metodo di lavoro del programma.

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Poi il palco è passato alle startup, con i pitch organizzati in due panel. Nel primo si sono alternati Aloe, Biova ed Elementag, seguiti da una tavola rotonda con Starhotels, Alpitour World e Bauli, per entrare nel merito delle collaborazioni e dei PoC. Nel secondo panel sono arrivati Knitronix, Biotitan e Why Only White e, a chiudere, il confronto con Cisco, Iren, Sanpellegrino e Colorobbia ha riportato tutto sul terreno più concreto: applicazioni possibili, integrazioni e prossimi passaggi per portare i progetti oltre la fase pilota.

Le sei startup si sono presentate al Demo Day con soluzioni già validate tra lusso, food, hospitality, manifattura e design, frutto di mesi di lavoro con i partner e di Proof of Concept sviluppati in logica di open innovation. Nei pitch si è visto bene cosa succede quando una tecnologia abilitante si misura con un bisogno industriale reale: smette di restare “in vetrina” e diventa una leva concreta nelle scelte di ogni giorno, dentro filiere in cui il lifestyle italiano è identità, certo, ma anche produzione, mercato e competitività.

Il rinnovo dell’accordo  tra Intesa Sanpaolo Innovation Center, Fondazione CR Firenze, Nana Bianca e Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università di Firenze conferma la volontà dei promotori di fare di Firenze un laboratorio permanente in cui innovazione, manifattura e cultura d’impresa si incontrano per rafforzare la competitività del Made in Italy sui mercati internazionali.

«Intesa Sanpaolo Innovation Center promuove l’innovazione attraverso modelli di open innovation, creando connessioni concrete tra startup e imprese per rafforzare la competitività, facendo perno anche sulle risorse finanziarie che il Gruppo Intesa Sanpaolo mette a disposizione delle realtà imprenditoriali del territorio” – afferma Viviana Bacigalupo, Direttrice Generale di Intesa Sanpaolo Innovation Center. “Italian Lifestyle rappresenta uno strumento concreto per valorizzare ulteriormente queste risorse a supporto dell’innovazione e della crescita sostenibile, accelerando l’adozione di nuove soluzioni e generando valore per il sistema economico locale e nazionale”.

«Italian Lifestyle si affianca al consolidato programma di accelerazione Hubble – commenta Gabriele Gori, Direttore Generale di Fondazione CR Firenze – per far crescere startup innovative e supportare l’innovazione del territorio. Sulla scia del successo delle edizioni precedenti, con questo nuovo batch abbiamo fatto un ulteriore passo avanti in termini di qualità delle startup e delle collaborazioni che si sono create con le corporate. Per potenziare il nostro tessuto imprenditoriale siamo impegnati da anni a promuovere iniziative che facilitino il trasferimento tecnologico e lo sviluppo di idee innovative, provando a spingere quella creatività e quel know-how per cui siamo famosi nel mondo».

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«Le grandi innovazioni generate dalla trasformazione digitale – e oggi in modo sempre più evidente dall’intelligenza artificiale – stanno uscendo dalla dimensione puramente software per entrare nei prodotti, nelle fabbriche e nei processi industriali. È qui che si gioca la vera sfida dei prossimi anni – commenta Alessandro Sordi, CEO e co-founder di Nana Bianca -. Oggi abbiamo un’opportunità straordinaria da non lasciarci sfuggire: portare l’Intelligenza artificiale e i Large Language Model dentro il manifatturiero italiano. La nostra manifattura parte con un vantaggio raro: creatività, qualità e specializzazione. Se rendiamo più “intelligenti” prodotti e fabbriche, dai processi alla manutenzione, fino al controllo qualità e al supporto tecnico, le PMI possono aumentare produttività e velocità, scalare senza snaturarsi e competere meglio sui mercati globali. Italian Lifestyle è un laboratorio concreto a Firenze dove i giovani talenti costruiscono il futuro dell’industria italiana».      

«Il IV batch di Italian Lifestyle segna un ulteriore passo avanti nel supporto ai giovani imprenditori e nel rafforzamento del tessuto industriale del territorio – dichiara il prof. Marco Pierini, Presidente di Fondazione per la Ricerca e l’Innovazione dell’Università di Firenze – La sinergia fra i promotori genera un meccanismo di auto-innovazione continua che eleva qualità e impatti».

I benefit: grant, consulenze e accesso alle corporate

Nelle precedenti tre edizioni Italian Lifestyle ha sostenuto 18 startup italiane, che hanno raccolto oltre 7 milioni di euro, avviato più di 230 collaborazioni con aziende e creato oltre 140 posti di lavoro altamente qualificati.

Quest’anno il programma ha offerto alle startup un mix molto concreto di risorse e accompagnamento. A partire da un grant fino a 20 mila euro, pensato per sostenere lo sviluppo e la sperimentazione, affiancato da consulenze imprenditoriali 1-to-1 e da un team dedicato per supporto continuativo. Sul fronte operativo, sono arrivati anche servizi digitali convenzionati e piani di sconto con player globali, utili per accelerare prodotto e go-to-market. In parallelo, product mentoring e market mentoring hanno lavorato su perfezionamento della soluzione e sull’aggancio con le corporate per integrazione e fornitura. Il tutto dentro uno spazio di lavoro a Nana Bianca, a Firenze, e con accesso a un network fatto di investitori, aziende e startup dell’ecosistema.

Il Made in Italy cresce (+10%) ma serve più innovazione

Perché Italian Lifestyle Accelerator Program? Perché il “bello e ben fatto” non è solo immaginario: è una macchina economica che vale oltre 170 miliardi di export e pesa circa un quarto dell’export italiano, secondo i dati di Confindustria. In un contesto in cui l’export continua a correre (a settembre 2025 +10,5% su base annua, con crescita sia UE sia extra-UE), la competizione si gioca su velocità, efficienza e differenziazione. Allo stesso tempo, alcuni comparti – come la moda, che nel 2025 ha chiuso in lieve calo – hanno bisogno di innovazione di processo e prodotto per tornare a spingere. E mentre il food e l’agroalimentare restano solidi (Italia leader UE per valore aggiunto agricolo) e il turismo di fascia alta genera oltre 9 miliardi di spesa diretta secondi i dati dell’Istat, serve un collegamento più efficiente tra tecnologie e filiere. L’acceleratore nasce proprio far incontrare soluzioni pronte (startup/PMI/spin-off) e bisogni industriali reali, trasformando l’innovazione da “idea carina” a vantaggio competitivo misurabile.

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Le sei startup che portano innovazione nelle filiere del lifestyle

Sei startup diverse, un denominatore comune: portare innovazione dentro le filiere del lifestyle italiano. C’è chi rende l’hospitality più fluida e personalizzata, chi ripensa manutenzione e pulizia con chimica green, chi trasforma lo spreco alimentare in nuovi prodotti. E poi tracciabilità e autenticità integrate nei materiali, tessuti che diventano sensori, prototipi in realtà aumentata senza visori per accelerare il design. Insieme raccontano un’idea semplice: tecnologia abilitante, sì, ma con un impatto misurabile su processi, costi e sostenibilità. Vediamo a cosa lavorano le startup selezionate:

Aloe (Milano, 2023) punta a cambiare il modo in cui gli hotel vendono esperienze. Con una web app white-label integrabile nei sistemi alberghieri, consente agli ospiti di prenotare attività in tempo reale, trasformando il soggiorno in un percorso su misura. In pochi mesi ha già attivato oltre 1.200 esperienze in cinque città.

Knitronix(Firenze, 2016) trasforma i tessuti in sensori di nuova generazione con una tecnologia brevettata che consente di integrare sensori distribuiti direttamente nei materiali. Le applicazioni spaziano dal monitoraggio delle perdite negli edifici e nelle condutture fino alla robotica avanzata.

Why Only White (Firenze, 2023) ha sviluppato la prima piattaforma di realtà aumentata phygital senza visori per lo sviluppo del prodotto. Il sistema abbatte tempi, costi ed emissioni della prototipazione fisica tradizionale e si applica a moda, arredamento, packaging e design industriale.

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Biotitan (Bergamo, 2018) sviluppa formulazioni nanotecnologiche per la manutenzione e la pulizia dei materiali, con l’obiettivo di ridurre costi, tempi e impatto ambientale. Le soluzioni brevettate a base d’acqua consentono alle aziende di ridurre fino al 70% l’uso di sostanze chimiche dannose e di ottenere risparmi significativi in termini di risorse e forza lavoro.

Biova (Torino, 2019) combatte lo spreco alimentare trasformando eccedenze e scarti in nuovi prodotti food & beverage attraverso i principi di upcycling e circular economy. Sviluppa birre, snack, soft drink e prodotti da forno a partire da pane invenduto, pasta rotta o sottoprodotti della birrificazione. Tra i suoi clienti figurano IKEA, Eataly, Coop, Carrefour, NH Hotels e Frecciarossa.

Elementag (Padova, 2019) ha sviluppato una tecnologia di “DNA inorganico” che integra in modo invisibile e permanente nanoparticelle codificate nei materiali e nei prodotti, garantendo tracciabilità, autenticità e proof of origin anche in condizioni estreme. La soluzione brevettata è applicabile a diversi settori, dal lusso e la moda all’automotive, dall’aerospazio al mondo dell’arte.