Ubisoft sta affrontando il boss dei videogame più difficile della sua storia: riuscirà a uscire dalla crisi?

Ubisoft sta affrontando il boss dei videogame più difficile della sua storia: riuscirà a uscire dalla crisi?

Un tonfo azionario era prevedibile, dato che la notizia di aver cancellato Prince of Persia: Le Sabbie del Tempo e altri cinque videogiochi, oltre ad averne rimandato altri sette videogiochi in attesa di tempi migliori, è stata senza dubbio inattesa e aggiunge nuovi interrogativi sullo stato di salute della multinazionale parigina del videoludo guidata da Yves Guillemot. Pochi analisti però avrebbero ipotizzato che il crollo in Borsa sarebbe stato di quasi il 40 per cento.

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Ubisoft, i numeri della crisi

L’ennesimo capitombolo per la software house di Assassin’s Creed, Far Cry, Just Dance e Rayman (solo per soffermarsi alle IP più note) che ha visto crollare il proprio valore dagli 11 miliardi di euro del 2018 ai 616 milioni di euro attuali secondo i dati di LSEG. Parallelamente, da settembre 2022 a settembre 2025 è passata da contare 20.729 dipendenti a 17.097, con una perdita complessiva di 3.632 posti di lavoro.

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Chiusi gli studi di Londra, Osaka, San Francisco, Leamington, e, secondo quanto annunciato appena 48 ore fa, pure Halifax in Canada e Stoccolma. Adesso Ubisoft, ultimata la fase 2 della propria ristrutturazione che prevedeva tagli per 300 milioni annui, starebbe per entrare nella terza che dovrebbe concretizzarsi con ulteriori risparmi da 200 milioni di euro all’anno. Per questo la stampa specializzata ritiene altamente probabile che nei prossimi giorni la compagnia dovrà annunciare ulteriori tagli, questa volta nuovamente tra il proprio personale.

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La società con sede a Parigi ha dichiarato di voler suddividere le sue operazioni in cinque divisioni creative organizzate per genere, nell’ambito di un tentativo più ampio di focalizzare le attività e ridurre i costi. Nel novembre 2025, Ubisoft aveva rinviato all’ultimo minuto la pubblicazione dei risultati semestrali provocando la sospensione delle negoziazioni delle sue azioni per una settimana.