Nei laboratori di JOiiNT LAB il futuro si tocca con mano. In particolare quello della robotica applicata all’industria. Questa nuova tappa del nostro consueto appuntamento del giovedì con il Viaggio in Italia arriva in un distretto dell’innovazione già noto, il Kilometro Rosso, nella bergamasca. Qui, in uno spazio di circa 274 metri quadrati, sono stati sviluppati prototipi robotici come Joi, per la manutenzione e l’ispezione remota delle linee produttive, CraneBot una nuova generazione di gru completamente robotizzate e Frasky, per le applicazioni in vigna. Oltre al suo headquarter, JOiiNT LAB conta sugli spazi della sede genovese dell’Istituto Italiano di Tecnologia e su POINT Dalmine nell’ambito del rinnovo di un accordo precedente che prevede un investimento di partenza di circa 5 milioni di euro. Ad accompagnarci in questo nuovo tour è Manuel Catalano, responsabile dell’unità ricerca NuBots, Physical AI technologies for Human-Robot CoEvolution e coordinatore del JOiiNT LAB.

Tra robotica e meccatronica
«JOiiNT LAB è un laboratorio congiunto operativo nel campo della robotica e della meccatronica che studia nuove applicazioni industriali nell’area di Bergamo, uno dei centri manifatturieri più innovativi e competitivi d’Europa – spiega il coordinatore – Qui creiamo collegamenti tra le attività di ricerca svolte nei laboratori di IIT e le esigenze industriali dei partner, generando una contaminazione tra i due mondi». Nato come polo di innovazione industriale e ricerca applicata di alto livello nello sviluppo di tecnologie robotiche d’avanguardia applicabili all’ambito industriale e come modello per il trasferimento tecnologico, in JOiiNT LAB si fa innovazione anche attraverso la una nuova unità di ricerca chiamata NuBots, Physical AI technologies for Human-Robot CoEvolution, la prima per l’Istituto Italiano di Tecnologia cofinanziata da un sistema pubblico e di privati che persegue un modello di sviluppo tipico degli Stati Uniti. «Ci dedichiamo allo sviluppo di soluzioni robotiche intelligenti, incentrate sull’uomo, pensate per affrontare sfide industriali complesse, integrando ricerca scientifica di eccellenza a esigenze pratiche, con l’obiettivo di facilitare il trasferimento dei risultati della ricerca agli stakeholder industriali – ha aggiunto Manuel Catalano – La nostra mission è quella di trasferire quello che facciamo in un contesto sociale e di servizio. Bergamo e Brescia sono tra i cluster industriali della meccatronica più importanti d’Europa. Da qui è nata la connessione con l’IIT, Kilometro Rosso e l’università con l’idea di mettere a terra un laboratorio e uno spazio condiviso dove possiamo studiare nuove e meno nuove tecnologie per poi trasferirle ad aziende interessate a investire su casi d’interesse che poi vengono verticalizzati e proiettati nella realtà non più solo virtuale».

Dall’idea alla messa a terra
Da umanoidi per l’ispezione remota a corsi di formazione per figure professionali ma anche dottorandi e studenti rappresentano il core group di JOiiNT LAB, che negli spazi del Kilometro Rosso contra tra le 15 e le 25 persone. «Qui una volta che le idee hanno raggiunto un buon livello di maturità proviamo a portarle all’interno delle singole aziende – spiega Manuel – Il DNA delle aziende bergamasche ha una grande proiezione verso l’innovazione e fare sistema è un modo per dare accesso ad altre realtà più piccole in un core group molto dinamico». E l’innovazione, si sa, è spesso imprevedibile. «Nella progressione delle tecnologie ci sono punti di sviluppo della tecnologia stessa. Per esempio si è interessato alle nostre idee Fassi Gru, leader mondiale di produzione che con la nostra innovazione ha cambiato il modo in cui le gru vengono pilotate, verso un sistema ancora più e automatizzato».

Ma le gru sono solo uno degli ambiti di interesse di JOiinT LAB. «Altre applicazioni sono legate alla produzione e all’asservimento e questo apre a uno scenario duplice: da una parte un robot che non è umanoide del tutto ma può automatizzare processi che avvengono manualmente, e poi robot che diventano possibili avatar di ingegneri e professionisti, in una logica che vede una fabbrica nuova innovativa e un modo per vendere a livello globale», continua Manuel.

Metaverso industriale e tecnologie abilitanti
Qui, dove si pensa che il futuro sia già in realtà, in verità lo si insegue. «Il futuro del JOiiNT LAB si evolverà verso reti di produzione autonome dislocate a livello locale o globale che abilitano lo sviluppo di infrastrutture flessibili e robotizzate e superano i vincoli di oggi per affrontare sfide climatiche, spaziali e logistiche, mantenendo gli esseri umani al centro della supervisione strategica e del valore decisionale», spiega il coordinatore. La mission del lab oggi è investigare come le aziende del domani possono trasformare gli spazi in moduli automatizzati che possiamo dislocare nel mondo ma in cui l’uomo entra. Se la fabbrica è il punto di partenza di questa innovazione, un aspetto fondamentale è rendere questi robot intelligenti ma anche programmabili. «E chi li deve programmare non deve essere necessariamente un esperto di robotica – continua Manuel – Secondo noi dovrebbe diventare semplice come usare uno smartphone. A Bergamo un impatto importante ce l’ha anche nell’edilizia e abbiamo avviato anche delle collaborazioni con Bicocca per investigare come innovare anche in questo campo».

Il lavoro dei team che nel Kilometro Rosso hanno trovato una seconda casa non si ferma, chiaramente, dentro i confini bergamaschi, e neppure lombardi. «Abbiamo, chiaramente, interesse anche verso aziende che non sono di Bergamo. In particolare, in questo periodo stiamo valutando possibili partnership e collaborazioni anche con il Piemonte e il Veneto nel campo del riciclo di componenti elettronici e deformabili – prosegue Manuel – Oggi pensare a un’azienda significa anche pensare al tessuto sociale che sta attorno a quella realtà e non solo al prodotto, e noi ci occupiamo proprio di sviluppare questo tessuto sociale da un punto di vista innovativo».
Le tecnologie abilitanti principali su cui i team qui si concentrano per sviluppare l’innovazione del futuro sono il metaverso industriale, un ambiente real-time integrato che fonde digital twin, interfacce immersive e AI generativa per simulazione, design, validazione, monitoraggio e controllo di sistemi cyber-fisici complessi, e i robot modulari e riconfigurabili, capaci di operare in autonomia all’interno di processi robotizzati e in collaborazione con umani e ambiente grazie all’Intelligenza artificiale fisica.

IIT e Intellimech lavoreranno all’identificazione e allo sviluppo delle tecnologie e delle relative competenze, mentre il personale aziendale collaborerà all’applicazione di queste tecnologie a casi d’uso industriali concreti. Confidustria Bergamo e Kilometro Rosso fungeranno da catalizzatore delle risorse e amplificatore dei risultati e della loro traslazione verso il tessuto industriale. IIT e Università di Bergamo contribuiranno alla formazione di figure professionali altamente qualificate nella robotica e nell’intelligenza artificiale fisica. Una creazione di sinergie vincenti che promette di dare un futuro ancora più innovativo a settori già di per sè ricettivi.