Lo scorso anno una Chuwi in grande spolvero non solo ha presidiato i settori dei tablet, laptop e mini PC economici grazie ai quali si sta facendo conoscere sempre più anche qua in Europa, ma col Gamebook (che purtroppo non abbiamo avuto modo di testare) ha debuttato anche nel mondo dei dispositivi da gaming. Con il 2026 la direzione intrapresa pare puntare ai portatili per un’utenza maggiormente esigente che vuole dispositivi leggeri e belli alla vista. Caratteristiche proprie del CoreBook Air.

CoreBook Air: leggero e bello, ma pure bello leggero
Ictu oculi il primo laptop Chuwi del 2026 appare come un prodotto premium: lo chassis del CoreBook Air è robusto, i materiali conferiscono un’impressione di solidità e, aspetto che non guasta, la colorazione scelta è pure molto elegante. Il device sorprende per lo spessore irrisorio (nemmeno 16 millimetri) e naturalmente per il peso: il 14″ di Chuwi è solo un chilo.

Questo però non vuol dire che sia sguarnito di qualcosa, a iniziare dalla batteria ai polimeri di litio da 55 Wh (11,55 V) che permette di portare sempre il lavoro a casa, fino alle porte: la dotazione laterale è completa, ricomprendendo due USB-C complete (quindi oltre al trasferimento dati da 10 Gbps e a permettere la ricarica del dispositivo, fungono pure da uscita video fino a 4K a 60 Hz nel caso lo si volesse collegare a monitor esterni), cui si aggiunge una USB sempre di tipo C ma 2.0 (i dati viaggiano a 480 Mbps).

Completano l’offerta una USB-A 3.2 (dati a 5 Gbps), una porta Hdmi 2.1 (supporta risoluzioni fino a 4K a 60 Hz) e pure, per i nostalgici, un jack audio da 3,5 millimetri. Una rarità dal momento che ormai sempre più persone collegano gli auricolari via Bluetooth (assente invece il lettore di SD / micro SD).
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A proposito di connettività, anche in questo caso l’offerta del CoreBook Air è soddisfacente incorporando Wi-Fi 6 e Bluetooth 5.2. Sotto la scocca un SSD PCIe 3.0 da 512 GB (con lo spazio per arrivare a 1 TB) e 4×4 GB di RAM LPDDR5 6400 MHz che ben fanno il paio col processore AMD Ryzen 5 6600H (6 core, 12 thread, fino a 4,5 GHz) apparsa andando a memoria sul finire del 2022 e la GPU AMD Radeon 660M iGPU (frequenza grafica 1900 MHz).

Sul fronte del processore, non ci sono enormi differenze rispetto alla generazione 5600H ma permette comunque di avere un laptop leggero, predisposto per lo studio e il lavoro, che non si faccia spaventare dal gaming non troppo spinto o da software di editing particolarmente esosi. E naturalmente “regge” l’AI di bordo, nel caso di specie Copilot di Microsoft laddove vogliate mantenere il sistema operativo offerto nel pacchetto: Windows 11 Pro. E soprattutto anche sotto stress non ci è mai capitato che scaldasse e la ventola stessa, abbastanza silenziosa, è entrata in funzione di rado.

Come tradizione dei prodotti Chuwi, il vero protagonista del dispositivo è il pannello, un ottimo IPS WUXGA da 14 pollici dalla risoluzione 1920×1200 (gamma di colori sRGB al 100%) con rapporto 16:10. Le foto qui attorno le abbiamo scattate volutamente in condizioni ambientali difficili per fare emergere la sua luminosità che permette di lavorare anche lontani dalle fonti di luce o, al contrario, in ambienti molto illuminati, anche se naturalmente all’aperto sotto la luce diretta arranca benché il trattamento anti riflesso funga piuttosto bene. Più che discreto l’impianto sonoro, si possono guardare film e serie con piacere.

Nulla da dire nemmeno sulla tastiera, il cui solo neo è il layout internazionale (per le lettere accentate, insomma, si deve andare a memoria): presenta tasti solidi, dal feedback eccellente e dalle misure e dal posizionamento corretto. Non si finisce mai insomma per schiacciare un tasto per un altro perché sono state adottate soluzioni di fortuna per compattare gli spazi. Come vedete nelle foto, inoltre, c’è già il nuovo pulsante per Copilot, alla destra della barra spaziatrice.

Le medesime osservazioni valgono per il touchpad anche se in questo caso abbiamo fatto un po’ più di fatica a rintracciare la parte sensibile che corrisponde al tasto destro del mouse: probabilmente però è solo questione di abitudine. Dove Chuwi ha voluto lesinare per mantenere bassi i costi è nella fotocamera frontale che pur beneficiando di doppio microfono si ferma appena a 2 MP: per un laptop con un simile posizionamento ci saremmo aspettati molto di più.

Apprezzatissimo invece l’alimentatore: davvero piccolo e leggero. Spesso i computer cinesi hanno alimentatori goffi e ingombranti, ma sarebbe stato un controsenso se il CoreBook Air si fosse presentato con in dote qualcosa di molto voluminoso. Come potete vedere dalla foto, che lo compara con un’agenda di dimensioni ordinarie, è persino possibile metterlo nelle tasche laterali di zaini e borse.

Insomma, il Corebook Air mantiene le alte promesse e si configura come un ottimo laptop, elegante, portabile col minimo sforzo e abbastanza trasversale nell’utilizzo, lasciandosi andare al gaming non troppo impegnato. Il prezzo è per questo un po’ più elevato rispetto ad altri prodotti Chuwi: per la versione da 14″ bisogna sborsare 529 euro. Segnaliamo che, comprando sul sito ufficiale, si ha in omaggio anche un mouse.

Della medesima famiglia farà parte il Corebook Air Plus dal pannello da 16 pollici (il peso sale a circa 1350 grammi) che però non abbiamo ancora avuto modo di testare e attualmente è solo in prevendita. In questo caso il prezzo di listino sale a 599 euro e, dato che la cifra non differisce molto dal fratellino da 14″, vi invitiamo a ragionare bene rispetto a quale dei due si adatti meglio all’uso che ne farete.