SpaceX sogna un “data center orbitale” con fino a un milione di satelliti

Elon Musk alza ancora l’asticella dell’ambizione spaziale. La sua azienda aerospaziale SpaceX ha presentato una richiesta formale alla Federal Communications Commission per autorizzare il lancio di una costellazione senza precedenti: fino a un milione di satelliti destinati a costruire quello che viene descritto come un vero e proprio data center in orbita. L’obiettivo, secondo i documenti depositati, è fornire potenza di calcolo dedicata all’intelligenza artificiale sfruttando l’energia solare nello spazio.

I data center nello Spazio

L’istanza, individuata da PCMag, parla di satelliti distribuiti in sottili gusci orbitali, ciascuno con uno spessore massimo di 50 chilometri. SpaceX sostiene che questa architettura consentirebbe di rispondere in modo più efficiente alla domanda crescente di calcolo per l’AI, riducendo costi operativi e di manutenzione grazie all’alimentazione solare continua e all’assenza di infrastrutture terrestri tradizionali.

L’idea di un data center orbitale non nasce oggi. Se ne era già discusso all’interno dell’azienda nei mesi scorsi, soprattutto dopo le indiscrezioni su una possibile quotazione in Borsa di SpaceX. Il progetto, almeno sulla carta, si inserisce nella visione più ampia di Musk, che vede lo spazio non solo come frontiera dell’esplorazione ma come estensione diretta dell’infrastruttura digitale globale.

SpaceX

I numeri aiutano a capire la portata della richiesta. SpaceX ha recentemente superato il traguardo degli 11.000 satelliti Starlink lanciati, anche se quelli effettivamente operativi in orbita sono meno. Secondo dati non ufficiali aggiornati a fine gennaio 2026, i satelliti attivi sarebbero poco più di 9.600. Il confronto con il milione richiesto mette in evidenza un salto di scala enorme, difficilmente realizzabile senza una profonda revisione regolatoria.

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Ed è qui che entra in gioco la FCC. Storicamente, l’agenzia federale tende a ridimensionare le richieste più aggressive. All’inizio del 2026 ha autorizzato altri 7.500 satelliti Starlink, dopo averne approvati altrettanti nel 2022, una cifra comunque lontana dai quasi 30.000 inizialmente chiesti da SpaceX nel 2020. È quindi probabile che anche questa volta l’ente imponga limiti severi o una progressione graduale.

Con questa mossa, SpaceX prova a spostare il dibattito sull’AI oltre i confini terrestri, proponendo lo spazio come nuova piattaforma per l’infrastruttura computazionale del futuro. Non a caso, di recente si è parlato della possibilità che SpaceX e xAI, l’entità che racchiude Grok e x.com, diventino un’unica cosa.

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