Ci risiamo, Elon Musk insulta ancora l’Europa, anche se questa volta il bersaglio non è il Club comunitario a 27 che l’uomo più ricco del mondo arrivò a definire “Quarto Reich” ma solo il premier spagnolo Pedro Sanchez colpevole, per il patron di X, Tesla, SpaceX e via discorrendo di voler blindare i social ai minorenni.
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Gli insulti di Musk a Sanchez
«Un tiranno e un traditore del popolo spagnolo», questi gli improperi che Musk ha rivolto al capo di governo spagnolo (con tanto di emoticon puerile sulla quale sorvoleremo) che lo scorso 3 febbraio aveva detto che: «I social sono uno Stato fallito, dove si ignorano le leggi e si tollerano i reati», spiegando che Madrid vieterà l’accesso a piattaforme digitali a tutti i minori di 16 anni.
L’Europa prende in giro Musk
L’Europa, evidentemente stufa di abbozzare, questa volta ha replicato con ironia. Thomas Regnier, portavoce della Commissione europea per la sovranità tecnologica, ha detto: «Apprezziamo sempre il rispetto, anche se si tratta di un contesto online, anche se si tratta di un post sui social media. È così che lavoriamo. È così che funziona l’Europa, la Commissione europea. Detto questo – ha aggiunto retoricamente – è possibile collaborare con una piattaforma come X?»
Gli attacchi sguaiati di Musk irritano il Colle
Le invettive dell’uomo più ricco del mondo allarmano da tempo la politica del Vecchio continente. A metà dicembre il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione della XVIII Conferenza delle Ambasciatrici e degli Ambasciatori d’Italia aveva avvisato nel suo lungo discorso di prestare attenzione a «Pericolose attività di disinformazione» che «tendono ad accreditare una presunta vulnerabilità delle opinioni pubbliche dei Paesi democratici».

I più noti social statunitensi non erano stati mai nominati ma dato che tale richiamo seguiva di pochi giorni gli sguaiati attacchi di Elon Musk alla Ue, il riferimento per diversi osservatori era a X, utilizzato come megafono dall’imprenditore sudafricano. In quella stessa occasione il Capo dello Stato aveva detto: «Cercano di affermarsi inediti ma opachi centri di potere – di fatto sottratti alla capacità normativa e giurisdizionale degli Stati sovrani e degli organismi sovranazionali. Centri di potere dotati di vaste capacità di influenza sui cittadini e, con esse, sulle scelte politiche, tanto sul piano interno ai singoli Stati quanto su quello internazionale».