Agcom rossa di rabbia coi siti a luci rosse: l’80% delle piattaforme porno non ha blindato l’accesso ai minori

Agcom rossa di rabbia coi siti a luci rosse: l’80% delle piattaforme porno non ha blindato l’accesso ai minori

Tra le grandi piattaforme solo OnlyFans sembra essersi adeguata alle nuove norme italiane a tutela dei minori che prevedono, per l’accesso ai siti porno, di sottoporre gli internauti a una procedura aggravata con tanto di autenticazione come avviene quando ci si logga ai siti della pubblica amministrazione o dell’e-banking.

Il big dei siti porno fa ricorso al TAR

Del tutto fuori legge, fanno sapere dal Fatto Quotidiano, “siti come PornHub (il più visitato in Italia nel 2025), RedTube e YouPorn”. Le tre piattaforme sono edite dal leader mondiale dei siti porno, la lussemburghese Aylo (precedentemente MindGeek e Manwin). Proprio Aylo, si legge su Wired, ha fatto ricorso al Tar del Lazio sostenendo che il metodo non garantisce la privacy degli utenti e che non serve davvero a proteggere i minori.

siti porno agcom 3

Nelle more del giudizio amministrativo, pertanto, tutto bloccato con le norme maggiormente restrittive del decreto Caivano ancora congelate. Da parte sua l’Agcom fa sapere che chi non si adegua si vedrà contestare la violazione con la diffida ad adeguarsi entro 20 giorni; in caso di inottemperanza l’Autorità potrà disporne l’oscuramento fino all’avvenuto adeguamento alle prescrizioni di legge e, contestualmente, avviare il procedimento per l’irrogazione delle sanzioni pecuniarie previste.