Civiltà aliene, la presenza di carbone potrebbe essere il vero segnale da monitorare

Accanto ai termini extraterrestri, ufologia, intelligenze aliene, aggiungi quest’altro concetto: ACT, civiltà tecnologicamente avanzate. Accanto alle teorie e alla ricerca di prime prove biologiche di vita sui pianeti, aggiungi l’ipotesi di esseri già formati, intelligenti e in grado di sfruttare terre rare nello spazio per costruire veri e propri stanziamenti. Le loro tecnologie esistono, si trovano molto lontane da noi e, sicuramente, emetteranno segnali radio o ottici nello spazio interstellare.

A cercare queste comunicazioni, non primordiali ma avanzate, è il SETI, centro di astrobiologia e ricerca extraterrestre nello spazio. Da oltre settant’anni monitora il cosmo per trovare tracce di intelligenza non terrestre. In questi anni, il metodo di lavoro è cambiato. Prima gli astrobiologi si concentrano sui segnali artificiali (emissioni radio anomale o impulsi radar). Secondo gli esperti, le civiltà tecnologicamente avanzate sono cresciute come noi, l’attenzione si sposta sullo sviluppo tecnologico e quindi la ricerca è sugli esopianeti o satelliti ricchi di terre rare, partendo dal carbone.

radiotelescopio dell'Osservatorio Parkes

La rivoluzione industriale sugli esopianeti ricchi di carbone è simile alla nostra, in più sono da cercare risorse atmosferiche e geologiche importanti: leggiamo le ipotesi di Lincoln Taiz

La notizia arriva da un articolo pubblicato sull’International Journal of Astrobiology e rilanciato da Universe Today. Secondo i ricercatori, tra cui Lincoln Taiz dell’Università della California, la presenza di giacimenti di carbone rappresenta un prerequisito importante per l’emergere di civiltà tecnologicamente avanzate. Noi siamo l’esempio lampante: il carbone all’uomo è servito per far partire la rivoluzione industriale.

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Il materiale ha fornito energia, ha permesso la produzione di acciaio e lo sviluppo di infrastrutture, trasporti terrestri e aerei, nuovi mezzi di comunicazione a distanza. Secondo gli astrobiologi, anche su altri pianeti ci potrebbe essere stata questa evoluzione. Al momento, si cercano pianeti con carbone, ferro e altri materiali sfruttabili per un’evoluzione tecnologica simile alla nostra. Ma come sono fatti i pianeti dentro e fuori il sistema solare a livello di materie prime? L’osservazione pratica entra nella costruzione di ipotesi sulle ACT extraterrestri.

Un esopianeta può essere già studiato, si chiama Kepler-186f ed è simile alla Terra. Nello spazio ne esistono altri così e, oltre a essere ricchi di carbone, potrebbero avere elementi che danno origine alla fotosintesi, partendo dalla tettonica a placche. I pianeti fuori dal sistema solare non vanno studiati solo sotto terra ma anche nelle tracce atmosferiche rilevabili. Ossidi di azoto, anidride solforosa e particolato sono elementi che danno origine a processi naturali importanti per lo sviluppo della vita.

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