Ancient Farm, coltivare la terra non è una piaga d’Egitto

Ancient Farm, coltivare la terra non è una piaga d’Egitto

Facile mettere in piedi un’azienda agricola in Farming Simulator, con macchinari e attrezzi moderni che ci permettono di fare molta meno fatica dei nostri avi. Ma provate a calarvi nei panni di un agricoltore dell’antico Egitto, spezzandovi la schiena, le mani e le gambe dopo ore e ore passate sui campi. Ok, forse esageriamo: Ancient Farm non vi farà vivere in una routine quotidiana di stenti – come senz’altro era millenni fa – ma gli riconosciamo se non altro la volontà di aver proposto un gameplay esotico.

Ancient Farm, la recensione

Sarà l’atmosfera, soleggiata e bucolica, ma Ancient Farm non vuole certo essere una riproposizione storica delle faticose giornate di un agricoltore dell’antico Egitto. Giocando in prima persona abbiamo modo di iniziare da un piccolo appezzamento, gustandoci la nostra libertà e ritmi non certo serrati. Gli sviluppatori polacchi di A2Softworks hanno privilegiato un approccio più inclusivo ai duri lavori della terra.

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Con numerosi attrezzi e una certa quantità di risorse da gestire dobbiamo mano a mano fare crescere le nostre attività. Fondamentali saranno anche la vendita e il commercio. A livello di direzione artistica Ancient Farm è un prodotto sufficiente, senza particolari elementi che facciano cascare la mascella.

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Le animazione però sono curate, soprattutto per valorizzare la manualità di un mestiere che a quell’epoca non poteva certo appoggiarsi a strumenti tecnologici. Ci sono gli animali e il bestiame, fondamentale per gestire il lavoro più duro. Se siete alla ricerca di un indie sfidante ma non frustrante, concedetevi il lusso di fare arrivare le bella stagione con qualche mese in anticipo.