L’intuizione è arrivata durante uno dei momenti più romantici che avessero mai vissuto: il viaggio di nozze. Andrea Magnone e Rossella Perri nel 2011 si erano appena sposati. Tanti sogni nel cassetto e una buona dose di rivoluzione in arrivo (non solo lavorativa!). Negli USA scoprono quanto il brand “made in Italy” sia apprezzato e ricercato oltreoceano. “Italia” in America è sinonimo di bellezza, creatività, moda e buon cibo. «Allora io lavoravo nel campo finanziario mentre mia moglie si occupava di pet food – racconta il Ceo di quella che oggi è Emilia Love Food – Così abbiamo pensato di mettere assieme le nostre conoscenze e avviare questo piccolo brand con l’obiettivo di esportare il prodotto italiano laddove non c’è o trovarlo è molto complicato». Nata nel 2020, in piena pandemia, quella realtà è cresciuta e tra breve festeggerà la fine della sua prima era come startup innovativa per entrare nell’impero delle scaleup. La storia di questa azienda ancora piccola ma ben strutturata immersa nel verde delle colline emiliane per la nuova puntata di Viaggio in Italia.

Da un’idea a un’attività
Ma riavvolgiamo il nastro. È il 2011 e Andrea e Rossella sono appena tornati in Italia dal loro viaggio di nozze con un’idea: perché non esportare il nostro cibo di eccellenza negli USA dove il food made in Italy è considerato un “must have”? «Ci abbiamo pensato a lungo e abbiamo cominciato a selezionare e cercare dove rifornirci di specialità locali emiliane – spiega Andrea – Nè io nè Rossella siamo emiliani di origine, veniamo dalla Calabria, ma questa Regione ci ha “adottati” e qui abbiamo costruito la nostra famiglia». L’idea inizia a mettere i suoi primi passi nel 2017, quando i coniugi capiscono che quell’intuizione ha un buon margine di crescita e un’alta potenzialità. Ma dovranno attendere fino al 2020 prima di vedere quell’idea prendere la forma di una startup. «Dopo il lancio sul mercato, l’azienda è cresciuta e abbiamo creato una piattaforma online e logistica per riuscire a fare quello che ci chiedeva il cliente: un’esperienza d’acquisto domestica. Con il nostro sistema logistico agiamo da imprenditori e gestiamo tutta la compliance».

Da startup a scaleup
Come anticipato, la startup sta per terminare questa prima fase del suo percorso. Tra poco da startup diventerà una scaleup, evolvendo il proprio modello di business. «L’anno scorso abbiamo raggiunto 25mila ordini negli USA con 30mila clienti più o meno – commenta Andrea – Gli USA sono il nostro mercato per volume di affari principale». Una storia a lieto fine, proprio come le più belle storie d’amore, che ha saputo superare le difficoltà. «Ci siamo trovati a dover fare i conti con barriere doganali nuove, il dollaro si è indebolito e la nostra azienda ha continuato a crescere, del 40% – continua il Ceo – Negli USA la domanda di prodotti italiani genuini è forte e non c’è un target specifico a cui vendiamo. Diciamo che il nostro “target” sono tutti coloro che hanno assaggiato le eccellenze culinarie del nostro Paese ma faticano a ritrovarle».
E dall’idea di esportare prodotti made in Emilia Romagna, Emilia Food Love si è allargata anche alla Toscana e adesso è in giro per il Paese alla ricerca di eccellenze culinarie. «Inizialmente, da Reggio Emilia dove viviamo, la nostra selezione finiva a quasi un chilometro di distanza, poi abbiamo preso in considerazione Rimini e siamo arrivati poi fino in Toscana», precisa Andrea che lavora in mezzo al bel verde delle colline emiliane. «Sarà ancora così ancora per qualche mese, poi ci sposteremo nella zona industriale – commenta – Abbiamo iniziato con il Parmigiano Reggiano per ampliare il nostro range di prodotti offerti. Ora, però, questo spazio da 500 mq. ci sta stretto e non è per noi più efficiente. Traslocheremo entro l’estate».

Il richiamo oltreoceano
«Oggi abbiamo capito che per creare il nostro ecosistema di riferimento per noi è fondamentale essere appoggiati dai nostri partner fornitori. Si tratta di un mercato complesso ma noi siamo sempre stati fiduciosi. La nostra infrastruttura è molto matura e vogliamo portare prodotti con servizio “chiavi in mano”, dalla compliance all’import fino al posizionamento e al Marketing», spiega Andrea che quell’amore per l’America non l’ha mai abbandonato e, anzi, continua a chiamarlo. «Nelle ultime settimane abbiamo inviato la nostra candidatura per seguire il programma INNOVIT, e siamo risultati tra i vincitori! Torneremo in America, terra per noi di buoni auspici e grandi rivoluzioni, per 3 settimane».

Un modello che Andrea e Rossella intendono replicare anche in altre nazioni e continenti. «Vogliamo esportarlo in tutti i Paesi che hanno barriere doganali alte all’ingresso dei prodotti esteri e che, chiaramente, sono interessati al food made in Italy. Tra questi, per esempio, ci sono il Regno Unito e il Giappone, ma non solo». E guardando al futuro Andrea commenta: «Il nostro sogno è portare la mozzarella in America. Cosa che è attualmente possibile ma ha complessità logistiche particolari nella gdo, perciò dobbiamo aspettare ancora un po’. Per esempio, siamo riusciti ad esportare le basi pizza che arrivano in 3 giorni, formaggi, pomodoro, olio di oliva. Ma la mozzarella ci manca!».