Zuckerberg punta alla costruzione di un maxi data center AI da più di 9 miliardi di euro. Che cosa sappiamo

Zuckerberg punta alla costruzione di un maxi data center AI da più di 9 miliardi di euro. Che cosa sappiamo

Nella corsa globale all’Intelligenza artificiale, Meta spinge più forte sull’acceleratore. Il nuovo progetto del gruppo guidato da Mark Zuckerberg prevede, infatti, un campus di data center da 1 gigawatt a Lebanon, in Indiana, uno dei più grandi mai realizzati dall’azienda. L’investimento supera i 9 miliardi di euro, come si legge su Hdblog, e rappresenta un tassello chiave nella strategia di Meta per supportare sia i servizi esistenti che le nuove generazioni di modelli AI.

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Meta verso il nuovo data center

Negli Stati Uniti, il tema dei data center è diventato politico oltre che tecnologico. Collegare strutture di queste dimensioni richiede, infatti, un massiccio potenziamento delle reti elettriche, con costi che spesso ricadono sui consumatori. Per questo, ogni nuovo insediamento industriale di questo tipo è accompagnato da un dibattito acceso su impatti, benefici e ricadute locali. Meta prova a rispondere con un pacchetto di iniziative sociali e infrastrutturali: dalla collaborazione con la Boone County Career Collaborative per formare studenti e giovani professionisti a un impegno economico stabile nel tempo. L’azienda destinerà, infatti, circa 920mila euro l’anno per vent’anni al Boone REMC Community Fund, per aiutare le famiglie in difficoltà a pagare le bollette energetiche. A questo si aggiungono fondi per l’assistenza idrica d’emergenza e oltre 110 milioni di euro per migliorare le infrastrutture idriche della città, insieme a interventi su strade e linee di trasmissione, come comunica la big tech.

Meta verso l’energia rinnovabile

Sul fronte ambientale, Meta vorrebbe costruire un data center che possa fare da volano per l’intero settore. L’azienda garantisce che l’intero fabbisogno elettrico sarà coperto da energia rinnovabile al 100%, con l’obiettivo di ottenere la certificazione LEED Gold. Per ridurre l’impatto idrico, verrà adottato un sistema di raffreddamento a circuito chiuso che riutilizza la stessa acqua e, per gran parte dell’anno, non richiede nuovi prelievi. È una promessa ambiziosa, soprattutto in un momento in cui i data center sono sotto osservazione per consumi energetici e idrici sempre più elevati e adesso la vera sfida sarà trasformare gli impegni dichiarati in risultati misurabili.