Soldati israeliani uccidono palestinese sospetto: “Si muoveva come se volesse vivere”

Ennesimo incidente nella Striscia di Gazdi Israedi Netanyahu e Trump. L’esercito israeliano ha aperto il fuoco e crivellato di colpi un 16enne palestinese sospettato di voler vivere. “Il primo sentore – racconta uno dei soldati – lo abbiamo avuto vedendolo camminare verso un cumulo di macerie, come se si stesse facendo semplicemente i fatti suoi. Allora abbiamo inquadrato la sagoma con il mirino del fucile e dal lieve movimento del petto abbiamo capito che stava respirando e non si trattava di un innocuo zombie. La procedura di ingaggio prevista per questi casi non ci ha dato altra scelta se non quella di neutralizzarlo

In effetti i militari hanno applicato la nuova “Legge sull’unico palestinese buono”, varata recentemente dal governo israeliano. Secondo le norme contenute nel provvedimento ogni cittadino ha il “diritto soggettivo di sentirsi minacciato dai palestinesi in qualsiasi situazione”. La dicitura comporta, nell’interpretazione dei giuristi, che è il singolo individuo a stabilire quale gesto possa rappresentare un pericolo, e in una circolare emanata dal Ministero della Difesa, si legge che tutti i soldati dell’esercito israeliano devono considerare come minaccia la volontà di vivere del nemico.

Buone notizie invece sul fronte delle trattative di pace. Il Board of Peace guidato dal presidente Trump ha ottenuto uno straordinario successo con l’apertura di un condotto umanitario che permetterà il passaggio di una intera scatola di aspirine al giorno. I paesi arabi membri del consiglio avevano spinto per la confezione da 24, ritenuta però da molti, compresi USA e Israele, come una richiesta eccessiva. Ci si è poi accordati per quella da 12.

Gianni Zoccheddu

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