«L’AI nei pagamenti? Fondamentale per smascherare le frodi. Ma servono regole»

«L’AI nei pagamenti? Fondamentale per smascherare le frodi. Ma servono regole»

Pochi altri settori hanno registrato innovazioni e soprattutto cambi di abitudini da parte degli utenti come quello dei pagamenti. Negli ultimi decenni si sono fatti più digitali, veloci, comodi e, elemento non sempre considerato, invisibili. «Tutto ciò che è wearable ha consentito di sganciare le carte di pagamento dal processo di pagamento in senso stretto. Dal mio punto di vista altri cambiamenti arriveranno con l’introduzione dell’euro digitale». Donato Vadruccio è Ceo di PayDo, fintech lanciata nel 2016 che ha sviluppato servizi B2B per banche e imprese, e in questa intervista ci ha aiutato a commentare alcuni trend del settore, considerando anche l’efficacia dell’AI in ambito fintech. 

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L’AI contro i cattivi

«L’intelligenza artificiale applicata ai servizi di pagamento – ci ha spiegato – avrà una forza enorme nel supporto antifrode. A mio avviso è l’aspetto principale in questo momento. E questo perché nella loro evoluzione i pagamenti dovranno sempre essere soggetti a livelli di sicurezza altissimi». Ecco allora che pattern specifici e attività sospette potrebbero essere stanate grazie alla tecnologia. Arma sempre più affilata nelle mani dei criminali informatici, l’AI è uno strumento prezioso anche per le istituzioni finanziarie a tutela dei risparmiatori. «Non escludo che in futuro ci saranno altre forme con cui potremo accedere ai pagamenti, ma tutto dovrà avvenire in un ecosistema vigilato».

Nelle ultime settimane si è parlato molto anche di agenti AI, anche se non per casi strettamente collegati al mondo fintech. È il caso di Moltbook, ad esempio. Un domani potremo attenderci un supporto da parte degli agenti nelle nostre spese? Avranno un controllo sul nostro portafoglio? «Potrebbe essere un’evoluzione di quel che oggi già facciamo sulle piattaforme e-commerce dove la nostra carta è memorizzata: magari alcune nostre abitudini di acquisto potrebbero essere associate ad attività agentiche. Ma è prematuro a mio avviso: tutto questo dovrà avvenire in ambienti controllati e guidati». 

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Se è vero che fino a poco più di dieci anni fa poche persone ritenevano sicuro effettuare acquisti online, un domani gli agenti potrebbero diventare più comuni e utili. Perfino indispensabili. Il terreno del fintech resta a ogni modo tra quelli più importanti in cui sperimentare, al netto della regolamentazione stringente. «In Europa si dovrebbe puntare sempre di più sulle collaborazioni. Una volta il fintech significava ogni elemento disruptive rispetto a banche e finanza. Oggi è più techfin, tecnologia applicata alla finanza. In generale manca una diffusa capacità concreta di collaborare a fondo tra banche e startup». 

L’alleanza necessaria tra banche e startup

Vadruccio ha avuto un’esperienza quasi ventennale in Mediolanum prima di fondare PayDo nel 2016 e lanciare il primo prodotto nel 2018. È un mondo, quello bancario, che conosce e che per forza di cose è imprescindibile se si vuole entrare in contatto con la fetta più grande di utenti. «Il primo prodotto che abbiamo messo sul mercato è stato offrire la possibilità a un cliente di una banca di mandare un pagamento in tutta Europa a una persona utilizzando soltanto il suo numero cellulare, senza conoscere IBAN e senza che il beneficiario fosse registrato su un circuito, prodotto che poi è stato utilizzato autonomamente anche da aziende per i rimborsi».

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Per quanto riguarda poi le aziende la società ha allargato l’offerta con un request to pay proprietario «che consente a un’impresa di gestire un incasso inviando a un debitore una richiesta di pagamento documentata con un’elevata personalizzazione di testo, logo e contenuto». Ma per quanto sia pervasivo e comodo, il digitale non potrà monopolizzare il mercato del denaro.

Pagamenti digitali: il trend in Italia

Secondo i dati del Politecnico di Milano, “nel primo semestre 2025 gli italiani hanno pagato con carta (in negozio od online) 236 miliardi di euro, in crescita del +6% rispetto al primo semestre del 2024”. I pagamenti digitali sono in crescita, ma se il contante viene meno utilizzato e in alcuni casi disincentivato, rischiano di emergere criticità. «Le banche centrali europee hanno infatti ribadito che bisogna mantenere e garantire l’accesso al contante per tutti i clienti. Come partner tecnologico di Mooney abbiamo sviluppato un’infrastruttura che consente tramite l’app della propria banca di prelevare denaro e versare da un bar, edicola, tabaccaio mostrando un QR Code, con saldo aggiornato in tempo reale, ottimizzando le infrastrutture delle banche aderenti».

L’intervista si è chiusa con una riflessione sui passi avanti che in generale dovrebbe compiere il settore bancario/finanziario. «Il settore è costantemente interessato da innovazioni tecnologie e regolamentari che assorbono importanti risorse, tuttavia in molti casi manca uno spazio di innovazione sperimentale. A volte i progetti innovativi perdono priorità rispetto a quelli regolamentari e finiscono in coda rispetto alle altre attività urgenti. Sarebbe di grande aiuto per tutti individuare percorsi paralleli, snelli e flessibili per la sperimentazione. Perché spesso porta crescita e valore».