NEST Connect 2026, il Manifesto e tutti i protagonisti sul futuro della transizione energetica

NEST Connect 2026, il Manifesto e tutti i protagonisti sul futuro della transizione energetica

La transizione energetica è entrata in una nuova fase: oggi la sfida non riguarda più soltanto il cosa, ma soprattutto il come. Come coordinare competenze, come allineare politiche e investimenti e trasformare i risultati della ricerca sull’energia in impatto concreto e misurabile.

In questo contesto, NEST Connect 2026 ha offerto uno spazio di co-progettazione e sintesi. Nove tavoli nei quali esperti provenienti da università, centri di ricerca, imprese e professioni si sono confrontati per far emergere criticità, soluzioni e azioni concrete.

Ne è emersa una fotografia articolata della transizione energetica italiana, vista da chi la studia, la progetta e la applica ogni giorno.

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SPOKE 1 – Solare e Agrivoltaico

Certezza normativa e filiera europea per un solare competitivo

Il tavolo dedicato al solare e all’agrivoltaico ha evidenziato come il potenziale tecnologico non sia il vero nodo critico. Le tecnologie sono mature, ma il contesto normativo e industriale resta instabile. Il confronto si è concentrato su strumenti di supporto ancora limitati, scarsa integrazione sociale dei progetti nei territori, iper-regolazione alternata a vuoti normativi e una competitività europea che fatica a consolidarsi. È emerso anche il tema del greenwashing e del difficile bilanciamento tra interesse pubblico e privato.

La direzione individuata non punta su nuove promesse tecnologiche, ma su una governance più solida: legislatore come abilitatore, co-creation tra pubblico e privato, costruzione di una filiera europea trasparente e circolare e una comunicazione più efficace tra enti e cittadini. La sintesi condivisa è chiara: senza certezza normativa e integrazione di sistema, anche gli investimenti più rilevanti rischiano di rallentare.

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Tavoli a lavoro durante Nest Connect 2026

SPOKE 2 – Rinnovabili e Offshore
Accettabilità sociale e open data per l’energia del mare

Nel tavolo dedicato all’offshore il punto di partenza è stato culturale prima ancora che tecnologico. La percezione pubblica degli impianti, l’accettabilità sociale e la carenza di competenze sono state individuate come criticità centrali, insieme alla scarsa condivisione dei dati e all’instabilità normativa. L’integrazione delle tecnologie marine non è solo una questione ingegneristica, ma di sistema.

Le soluzioni emerse guardano alla formazione specialistica sulle tecnologie per il mare, al rafforzamento delle competenze della pubblica amministrazione, all’adozione di open data e a un maggiore coinvolgimento della classe politica attraverso dati di impatto economico e industriale. È stata sottolineata anche la necessità di consolidare il rapporto tra industria e università. La visione condivisa punta, inoltre, a chiarire il ruolo internazionale dell’Italia nel Mediterraneo.

SPOKE 3 – Bioenergia e Carburanti Circolari
Dalla biomassa al mercato: costruire filiere integrate

Il confronto sulla bioenergia ha messo in luce una criticità strutturale: la difficoltà di pianificare investimenti in un quadro normativo complesso e in continua evoluzione. Dal punto di vista tecnico, il problema non è tanto sviluppare nuove soluzioni, quanto portarle dalla scala di laboratorio a quella dimostrativa e industriale. La frammentazione tra produzione di biomassa, trasformazione e utilizzo finale rallenta la costruzione di filiere realmente integrate.

È emersa la proposta di utilizzare piattaforme come NEST per testare e confrontare soluzioni prima della scala industriale, garantendo continuità alle infrastrutture e lavorando su una visione di filiera. Il gruppo ha ribadito che la bioenergia funziona solo quando tutti gli anelli della catena si muovono insieme, in modo coordinato.

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Momento di confronto a Nest Connect 2026

SPOKE 4 – Idrogeno e Usi Finali
L’idrogeno come ponte, non come panacea

Il tavolo ha messo in discussione la narrazione che descrive l’idrogeno come soluzione universale. Sono stati evidenziati i limiti economici, il costo elevato dell’elettrolisi in Italia, la mancanza di una filiera industriale strutturata e la carenza di competenze intermedie. 

Le leve proposte includono incentivi iniziali mirati, una standardizzazione normativa più snella, attenzione a nicchie promettenti – come logistica, ferroviario e nautica premium – e una cooperazione europea più forte per creare un “campione” industriale. La sintesi è netta: l’idrogeno è una delle risposte, non la sola. Occorre presidiare tecnologia e ricerca, senza mitizzarle.

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SPOKE 5 – Tecnologie di Conversione Energetica
Accorciare la distanza tra laboratorio e industria

Il gruppo ha individuato nel trasferimento tecnologico il principale collo di bottiglia. Filiere lunghe, tempi di ritorno incerti e risorse frammentate rendono complesso il passaggio dalla ricerca all’applicazione industriale. Il tema non è la mancanza di idee, ma la capacità di concentrare investimenti e priorità su ambiti ad alto potenziale.

È emersa l’esigenza di rafforzare i dimostratori, selezionare priorità strategiche e accelerare la messa a terra delle soluzioni. La competitività, secondo il tavolo, si gioca sulla rapidità con cui la ricerca diventa industria.

SPOKE 6 – Storage e Sistemi di Accumulo
Storage europeo per un sistema resiliente

Il confronto sugli accumuli ha evidenziato criticità legate alla flessibilità normativa, alla dipendenza tecnologica e al gap competitivo rispetto ad altri Paesi. Anche l’opinione pubblica poco informata e la vaghezza di alcune roadmap ambientali rappresentano elementi di fragilità.

Le soluzioni individuate puntano su investimenti programmatici, costruzione di una filiera europea dell’accumulo, semplificazione tecnologica, supporto istituzionale e azioni coordinate di lobbying. L’obiettivo condiviso è rendere il sistema energetico stabile e resiliente attraverso un’integrazione efficace delle rinnovabili.

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I tavoli lavorano alla redazione del Manifesto 9xEnergy

SPOKE 7 – Smart Sector Integration & Digital Twin
Sovranità tecnologica e integrazione in tempo reale

Il tavolo ha affrontato il tema della sovranità tecnologica in un contesto di margini industriali ridotti, instabilità geopolitica e supply chain fragile. È stata sottolineata la lentezza nell’adozione dell’innovazione e la necessità di una consultazione in tempo reale dei dati.

Le leve individuate includono l’unificazione del mercato dei capitali, il rafforzamento della base industriale e l’integrazione tra consumi, capitali, università e industria. La sintesi condivisa è che la sovranità tecnologica parte dalla ricerca e da un ecosistema capace di dialogare in tempo reale.

SPOKE 8 – Efficienza degli Usi Finali e Resilienza Energetica
Non solo produrre, ma usare meglio: la sfida dell’efficienza energetica

Nel tavolo è emersa la necessità di integrare modelli di mercato innovativi, comunità energetiche, flessibilità e governance digitale. Non basta produrre energia pulita: occorre usarla meglio, coordinarla, renderla interoperabile.

Le soluzioni si concentrano su piattaforme integrate, digitalizzazione, cooperazione tra attori e costruzione di una rete aperta e interoperabile, capace di anticipare i cambiamenti della transizione energetica.

SPOKE 9 – Materiali Avanzati per l’Energia Sostenibile
Materiali strategici per l’autonomia europea

Il confronto sui materiali ha messo in evidenza la dipendenza da materie prime critiche, la frammentazione normativa e gli impatti ambientali lungo la filiera. Senza nuovi materiali e processi sostenibili, la transizione rischia di rallentare.

Le soluzioni proposte puntano su alleanze stabili tra industria, ricerca e politica, sviluppo di materiali innovativi e sostenibili e rafforzamento delle filiere europee.

Ringraziamenti ai partecipanti

La qualità e la profondità del confronto emerso a NEST Connect 2026 sono il risultato diretto delle competenze portate ai tavoli dai partecipanti. La giornata ha messo insieme ricerca accademica, industria, professioni, innovazione e istituzioni, in un dialogo concreto e orientato all’azione.

Per lo Spoke 1 – Solare e Agrivoltaico si ringraziano: Maurizio Cellura, Alessandro Galia, Francesco Guarino, Pereira Fialho Luis Andrè, Claudia Sarrocco, Mario Tucci.

Per lo Spoke 2 – Rinnovabili e Offshore si ringraziano: Sergio Camporeale, Luana Gurnari, Gioacchino Tricarico, Gianluca Gatto, Fabio Paccapelo, Andrea Giuffrida, Massimo Colicchia.

Per lo Spoke 3 – Bioenergia e Carburanti Circolari si ringraziano: Leonardo Tognotti, Francesco Gallucci, Martina Damizia, Mariangela Guastaferro, Benedetta De Capraris, Isabella De Bari.

Per lo Spoke 4 – Idrogeno e Usi Finali si ringraziano: Stefano Barberis, Alessandro Franco, Paolo De Filippis, Angelo D’Anzi, Gabriele Loreti.

Per lo Spoke 5 – Tecnologie di conversione energetica si ringraziano: Giampaolo Manzolini, Paolo Mattavelli, Concettina Buccella, Daniela Oresta, Dario Alfani, Fabio Giuliicapponi, Vita Capria.

Per lo Spoke 6 – Storage – Sistemi di accumulo e batterie si ringraziano: Vittorio Verda, Martina Capone, Simone Venturini, Pietro Balda, Costanza Vittoria Fiorini, Giulio Buffo, Maurizio Fedi, Alfonso Damiano.

Per lo Spoke 7 – Smart sector integration & Digital Twin si ringraziano: Domenico Villacci, Piero Salatino, Marco Stazi, Matteo Lusignani, Andrea Moretti.

Per lo Spoke 8 – Efficienza degli usi finali & Resilienza energetica si ringraziano: Massimo Pompili, Andrea Vallati, Giuditta Pisano, Carlo Cecati, Angelo di Noi, Vincenzo Santoro, Carmela Gargiulo, Carmen Guida, Rosario Miceli.

Per lo Spoke 9 – Materiali avanzati per l’energia sostenibile si ringraziano: Simona Barison, Lidia Armelao, Gloria Gottardi, Emanuele De Bona, David Callejo Munoz.