Questa volta il pennarellone – quello che di solito Donald Trump usa per firmare gli ordini esecutivi a favore di telecamera – l’ha agitato la Corte Suprema e lo ha fatto per tirare un tratto sulle norme presidenziali che hanno flagellato i Paesi partner degli USA e non solo con una grandinata di dazi. Dazi ritenuti illegittimi perché il tycoon ha avocato a sé poteri emergenziali che non gli spettavano, scavalcando il Congresso.
Che succede ora?
Che la Corte Suprema andasse verso quella pronuncia s’è capito subito quando è stato divulgato che il responso sarebbe arrivato oggi, di venerdì, così da dare evidentemente tempo ai mercati – chiusi per il weekend – di digerire la notizia. Una notizia che farà piacere alle Borse, ma che aggiunge incertezza, anche perché gli USA hanno iniziato a incassare quei soldi (si calcola a spanne circa 175 miliardi di dollari) e ora chi ha pagato farà subito ricorso per ottenerli indietro. Tutto questo contribuisce a generare nuova certezza proprio adesso che il mondo si era abituato proprio malgrado al nuovo ordine trumpiano.
Trump minaccia nuovi dazi
Ad aggiungere ulteriore incertezza lo stesso Trump che ha immediatamente risposto ai nove giudici della Corte Suprema: «La sentenza mi ha deluso molto, mi vergogno per alcuni magistrati che non hanno avuto il coraggio di fare la cosa giusta per l’America», ha scandito a denti stretti Trump aggiungendo che «i dazi rimangono», poiché ha «delle alternative».

Quindi, fedele al proprio personaggio, ha persino rilanciato: «Oggi firmerò un ordine per imporre dazi globali del 10% in aggiunta alle tariffe già esistenti», sottolineando che la sentenza della Corte Suprema lo rende «più potente», infine ha sibilato: «Volevo fare il bravo ragazzo, ma adesso intraprenderò un’altra strada». Cosa abbia in mente Trump nessuno però lo sa.