Il Gruppo Azimut ha annunciato il primo closing da 70 milioni di euro del nuovo fondo di direct lending Azimut Agrifood Mezzogiorno SCA SICAV RAIF, uno strumento pensato per finanziare i piani di sviluppo delle imprese agroalimentari del Sud Italia, uno dei comparti più identitari e competitivi del Made in Italy.
Il closing è stato guidato da Cassa Depositi e Prestiti (CDP) e Mediocredito Centrale (MCC), entrambi in qualità di anchor investor. Il fondo punta a raggiungere una raccolta complessiva di 100 milioni di euro, obiettivo verso cui — sottolinea Azimut — si registra un forte interesse da parte di investitori istituzionali.
Gli obiettivi del fondo
Il fondo servirà a rispondere alle esigenze di capitale medio-lungo termine delle imprese del settore e delle filiere collegate, accompagnandole in tutte le fasi del ciclo di vita e finanzierà PMI, Mid-Cap e Large-Cap con sede nelle regioni del Mezzogiorno oppure progetti di investimento localizzati in quei territori, attraverso strumenti di debito come bond, minibond e prestiti diretti. L’obiettivo è duplice: rafforzare la competitività delle aziende e, allo stesso tempo, generare impatti positivi sui territori, favorendo sviluppo, occupazione e innovazione. Secondo le stime, sono più di 220 le aziende del Sud Italia che soddisfano già i requisiti per rappresentare potenziali target del fondo.
Il fondo si distingue anche per il suo orientamento alla sostenibilità e privilegia imprese impegnate nel raggiungimento di obiettivi ambientali e sociali. Un approccio che rispecchia la crescente attenzione del settore agroalimentare verso modelli produttivi più responsabili e innovativi.
Secondo Giorgio Medda, Ceo del Gruppo Azimut, il fondo rappresenta un ulteriore tassello dell’impegno del gruppo verso l’economia reale italiana: «Consolidiamo il nostro impegno a sostegno dell’economia italiana attraverso un nuovo fondo di private debt focalizzato sulla filiera agroalimentare, motore strategico di crescita e custode del valore identitario del Made in Italy. Il Fondo mira a coniugare rendimenti finanziari e sviluppo territoriale, valorizzando capitale umano e merito imprenditoriale»