Data Center, da Roma ok alla legge (ma ci vorranno ancora 6 mesi per le norme attuative). La Lombardia in fuga si fa la sua

Data Center, da Roma ok alla legge (ma ci vorranno ancora 6 mesi per le norme attuative). La Lombardia in fuga si fa la sua

Non è dato sapere cosa ci attende nel prossimo futuro, ma di certo serviranno molti, moltissimi data center per alimentare soprattutto l’AI. Poi, semmai, ci si porrà anche il problema di come alimentarli. Ma nel frattempo da Roma arriva l’ok compatto della Camera — 243 voti favorevoli, nessun contrario e sei astenuti — alla proposta di legge, in un testo unificato, “Delega al Governo per la disciplina, la realizzazione e lo sviluppo dei centri di elaborazione dati”. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

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L’iter è ancora lungo, anche perché per le norme attuative potrebbero volerci fino a sei mesi, ma è un primo segnale del fatto che i data center stiano entrando nell’agenda del decisore politico e sono diventati parte dei venturi piani industriali.

Sarà l’esecutivo stesso, in forza della delega che dovrebbe arrivare da entrambi i rami del Parlamento, a gettare a terra le prime norme in materia, tra cui un codice Ateco dedicato all’attività di costruzione, ampliamento o gestione dei centri di elaborazione dati; e soprattutto la previsione, su tutto il territorio nazionale, di procedimenti amministrativi semplificati e unici, con percorsi di valutazione e approvazione dei progetti — sia per nuovi insediamenti sia per ristrutturazioni e ampliamenti — celeri e con tempistiche certe.

L’impatto ecologico dei Data Center

Tutto questo, si spera, stando attenti all’erosione di suolo: le recenti tragedie collegate a un territorio spesso martirizzato da una edificazione selvaggia e senza controllo ricordano infatti che la fretta di costruire non debba trasformarsi nella necessità di edificare ovunque, in deroga ad altre norme e soprattutto al buon senso.

Nella delega vengono prescritte, oltre al potenziamento della rete elettrica nazionale, “soluzioni energetiche pulite con la sperimentazione di sistemi di teleriscaldamento e di raffreddamento, per la riduzione del consumo d’acqua del comparto”, insieme alla “priorità ai progetti relativi alle aree industriali dismesse o in dismissione o a progetti di riutilizzo e riqualificazione dei siti di produzione energetica dismessi o in dismissione”.

La Lombardia scalpita

Se l’obiettivo di Roma è una norma avente portata nazionale, dalla Lombardia sembra emergere un primo distinguo. Nelle stesse ore infatti che dalla Camera dei Deputati giungeva l’ok finale alla legge delega, l’ANSA informava che la Commissione Territorio, Infrastrutture e Mobilità della Regione visitava il Data Center Equinix di Settimo Milanese “nell’ambito di un confronto avviato con gli operatori, tra contributi tecnici, analisi e best practice, utile alla definizione del nuovo progetto di legge regionale dedicato ai Data Center”.

«Abbiamo deciso di intervenire per colmare un vuoto normativo», ha spiegato il Presidente della Commissione regionale Territorio, Infrastrutture e Mobilità Jonathan Lobati. «Con questo provvedimento vogliamo dare coordinate certe al settore in Lombardia».