Rumore notturno, cosa rivela uno studio sugli effetti dopo poche ore

Proteggere il sonno nelle abitudini e nelle sue possibilità viene definito da anni come igiene del buon dormire. Otto ore sane di sonno servono a ricaricare le pile mentali ma anche a far star bene gli organi del nostro corpo, dal cuore al cervello, ai muscoli, eccetera. Uno studio dell’Università di Magonza, rilanciato da Scinexx, afferma che è importante proteggersi anche dal rumore disturbante notturno, soprattutto di traffico.

Motori sempre accesi, sportelli che sbattono, traffico e clacson mentre cerchiamo di addormentarci creano degli effetti fisiologici misurabili anche in una sola notte. Gli indicatori medici segnalerebbero la mattina dopo stress acuto, frequenza cardiaca aumentata e conseguenze su sangue e vasi. Dormire in un ambiente esposto al rumore notturno favorisce le infiammazioni interne e compromette il sistema immunitario. Tutte condizioni che peggiorano nel lungo periodo.

qualità del sonno

L’esposizione notturna al chiasso di aerei, macchine, camion fino a 60 decibel favorisce depressione, ipertensione e aumento di proteine infiammatorie: dall’autore dello studio ecco le dichiarazioni

Omar Hahad, ricercatore sulla qualità e la salute del sonno, racconta la ricerca che è stata condotta: “Il nostro studio fornisce prove sperimentali controllate che il rumore acuto del traffico stradale notturno interferisce direttamente con la regolazione del sistema vascolare. Osserviamo sia cambiamenti funzionali che l’attivazione concomitante di alcune vie di segnalazione biologica“.

Sonno: dormire fino a tardi nel fine settimana ha effetti negativi
Sonno: dormire fino a tardi nel fine settimana ha effetti negativi

Le prime ricerche sono state effettuate per studiare gli effetti del rumore cronico di aerei e traffico. Il chiasso di aeroporti o porti navali sottopone le persone al rischio di ipertensione, infarto, ictus e depressione. Omar Hahad ha studiato questi effetti su 74 giovani sani esposti con i loro letti a un rumore stradale simulato. Per due notti consecutive sono stati ascoltati dai 30 ai 60 eventi sonori dai 43 decibel fino a 60. Durante il sonno sono stati monitorati battito cardiaco, respirazione, pressione arteriosa e saturazione di ossigeno. Sono state eseguite anche delle analisi del sangue.

I soggetti più sensibili al sonno e al rumore hanno mostrato un aumento delle proteine pro-infiammatorie. Gli eventi acustici hanno quindi delle ripercussioni invisibili importanti, le conseguenze potrebbero essere registrate già dal primo mattino e all’insaputa del paziente che vive l’insonnia o il sonno nel rumore come abitudine.

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