Esiste una tecnica chiamata diradamento forestale che consiste nella rimozione selettiva di piccoli alberi, arbusti, vegetazione del sottobosco per diminuire il rischio degli incendi boschivi ma anche per sostituire gli alberi meno resistenti al fuoco con quelli più resilienti. Questa tecnica è stata descritta in uno studio pubblicato su Frontiers in Forest and Global Change.
Studiata e rinnovata dalla dottoressa Cassie Lumbrazo di due università diverse (Washington e Alaska sudorientale), il diradamento forestale contribuisce in altre due maniere. Innanzitutto favorisce la biodiversità contrastando gli incendi, secondo ripristina le riserve idriche immagazzinate nella neve. La tecnica utilizzata negli Stati Uniti è seguita anche dall’Ufficio delle Nazioni Unite per la Riduzione del Rischio di Disastri.
Un bosco che brucia e fa crescere altri focolai lascia un’area senza verde spontaneo ma anche senza case, coltivazioni, crea danni economici e sociali importanti. Dal 2014 fino al 2023, l’Onu ha calcolato danni globali che ammontano a 106 miliardi di dollari l’anno. Soltanto nel 2025, nel mondo sono finiti bruciati ben 3,9 milioni di chilometri quadrati di verde e gli Stati Uniti sono tra i più colpiti dai roghi, spontanei o dolosi.

I ricercatori sfruttano le caratteristiche ambientali di un’area ad alto rischio di siccità e incendi boschivi: dodici appezzamenti sperimentali sotto osservazione con tecniche e tecnologie innovative
Cle Elum si trova nello Stato di Washington, se cerchi il nome in rete troverai informazioni su campeggi, attività outdoor e adventure outdoor. Proprio qui i ricercatori hanno studiato l’effetto del diradamento forestale a causa dei forti fattori di rischio per gli incendi. La zona è un punto caldo regionale con episodi di siccità. Ci sono però anche delle risposte ambientali e regionali a questi rischi: umidità e manti nevosi che si conservano. Gli incendi boschivi diventano più frequenti tra luglio e ottobre, quindi nei mesi più caldi (estate e inizio autunno).
I ricercatori hanno utilizzato tecnologia Lidar e fotografia time-lapse per analizzare dodici appezzamenti sperimentali coltivati tra il 2021 e il 2023. Il diradamento ha aumentato la profondità e l’accumulo nevoso del 30% sui pendii esposti al nord e del 16% sui pendii del sud. Per entrambi i lati significa più acqua, più umidità e tendenza al raffreddamento o al clima mite. La foresta diventa più forte nei confronti degli incendi boschivi grazie alla resilienza idrologica. Un nuovo approvvigionamento naturale e sostenibile di acqua, che non farà bene solo al bosco ma anche all’economia o alle attività umane.
Cambiamento climatico, una strategia salva i boschi riscoprendo un metodo antico è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace
