Giove è il pianeta più grande del Sistema Solare in cui viviamo, fuori prenderebbe il nome di esopianeta. Non solo, per alcune sue caratteristiche atmosferiche ed energetiche, molti per anni lo hanno definito un sole o stella mancata. In più come Saturno, viene analizzato per i suoi satelliti e possibili tracce o condizioni di vita extraterrestre, anche microrganica.
Uno studio pubblicato su Nature Astronomy ci dice che ci sono pianeti ancora più grandi di Giove, fanno riscrivere molte teorie e conoscenze spaziali. I tre esopianeti fanno parte del sistema HR 8799 che dista 130 anni luce dalla Terra. Le loro masse sono da cinque a dieci volte la grandezza di Giove, non solo, anche la distanza rispetto alla loro stella è più ampia. Sono stati osservati con lo spettrografo NIRSpec del James Webb Space Telescope. Lo strumento spaziale è riuscito a catturare nel dettaglio la composizione chimica delle loro atmosfere.

Zolfo, ossigeno e altri elementi nelle atmosfere dei tre giganteschi pianeti di HR 8799: JWST è diventato uno strumento così potente da descrivere nel dettaglio la chimica lontana anni luce
Jean Baptiste Ruffio è coautore dello studio, vediamo quello che scrive: “Grazie alla sua sensibilità senza precedenti, JWST sta consentendo lo studio più dettagliato delle atmosfere di questi pianeti, fornendoci indizi sui loro percorsi di formazione. Grazie al rilevamento dello zolfo, siamo in grado di dedurre che i pianeti HR 8799 si sono probabilmente formati in modo simile a Giove”.
Lo zolfo è un elemento dei dischi protoplanetari. Resta intrappolato in grani solidi rilevabili, si aggiunge all’idrogeno solforato nelle atmosfere dei tre grandi esopianeti. La formazione di questo elemento è stata incorporata dentro del materiale solido e indica il suo accrescimento con il nucleo. I modelli atmosferici mostrano un arricchimento con altri elementi importanti, tra cui l’ossigeno. Giove e questi tre pianeti lontani dalla loro stella hanno meccanismi di formazione simili.
Lo studio pubblicato su Science e rilanciato da altri giornali contiene diverse dichiarazioni di coautori, tra queste quelle di Michel Meyer del Michigan: “Non è possibile che la formazione planetaria sia così efficiente, è un enigma, ci troviamo di fronte a un vero e proprio mistero“. Dietro un’apparenza simile ci sono delle diversità ancora da scoprire nell’immenso spazio interno ed esterno al Sistema Solare.
Pianeti giganteschi mettono in crisi le teorie sulla nascita dei mondi è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace
