Compleanno di Putin, il leader russo festeggia spegnendo 74 dissidenti

Mosca – È una giornata di celebrazioni quella che si appresta a vivere la popolazione della Federazione Russa, il presidente Vladimir Vladimirovič Putin compie oggi 74 anni, di cui 27 (oltre un terzo della sua vita) passati alla guida di una delle più solide democrazie globali, come sportivamente riconosciuto dalla stragrande maggioranza dei suoi oppositori non ancora morti, non ancora in galera o non ancora fuggiti all’estero; tranne forse quelli che si ostinano ad essere minacciati, picchiati e vessati quotidianamente.

I festeggiamenti coinvolgeranno l’intero territorio: da Kaliningrad alla penisola del Kamčatka, dal Mar Caspio allo Stretto di Bering; senza dimenticare le regioni che si sono entusiasticamente lasciate occupare negli ultimi 20 anni dall’impero orientale, come la Georgia, L’Abcasia, l’Ossezia del Sud, la Crimea, Sebastopoli, il Luhans’k, il Donec’k, Zaporižžja e Cherson.

Il primo a congratularsi con il leader pacifista ed ex esponente del noto movimento gandhiano russo allora denominato KGB è stato il filosofo e ideologo Aleksandr Dugin: “Desidero esprimere i più sinceri auguri di buon compleanno al presidente Vladimir Putin, cavaliere senza macchia della guerra spirituale contro i gay, liberatore dei bambini ucraini precedentemente ostaggi dei propri genitori e strenuo difensore dei diritti dei più forti e meno disarmati“.

Il secondo in ordine di tempo è stato un altro fedelissimo, l’ex presidente Dmitrij Medvedev, sebbene possiamo considerarlo comunque come primo, visto che propone in onore di Putin brindisi a base di vodka ininterrottamente da oltre 20 anni, 24 ore su 24. “Oggi è una giornata speciale – ha dichiaro Medvedev alzando al cielo una damigiana da 5 litri – il nostro amato presidente compie 74 anni e credo sia giusto in questa occasione eccezionale minacciare, con parole ancora più biascicate, di nuclearizzare le capitali europee“.

Ad unirsi al coro di congratulazioni ci sono poi tutti i collaboratori ed esponenti del governo e dell’esercito, tra i quali ricordiamo il portabombe ufficiale del presidente Dmitrij Peskov, il ministro degli affari – per ora – esteri Sergej Lavrov e il capo di stato maggiore generale Valerij Gerasimov, ideatore della cosiddetta “dottrina Gerasimov” che consiste nel leccare pervicacemente il culo a Putin infischiandosene delle centinaia di migliaia di soldati russi mandati a morire come carne da cannone in un paese straniero invaso.

Ma senza dubbio gli auguri più graditi al presidente sono quelli degli agenti dell’FSB (Servizio federale per la sicurezza della Federazione Russa) che, come ogni anno, consentono al presidente di spegnere decine e decine di dissidenti senza mai usare le mani. Una tradizione che ha visto in precedenza invitati alla festa, con il ruolo di vittime, personaggi come Aleksandr Litvinenko, Boris Nemcov, Aleksej Naval’nyj, Evgenij Prigozhin (che, come Litvinenko, in passato si era trovato dall’altra parte della rivoltella), Maxim Kuzminov. Assieme a loro, tantissimi altri politici, imprenditori, esponenti dei diritti civili e giornalisti, tra cui Anna Politkovskaja, uccisa con un colpo di pistola in testa proprio il 7 ottobre del 2006. Gli ‘angeli di Putin’ hanno anche inviato un video messaggio personale in cui gridano in coro: “Buon compleanno presidente, 100 di questi morti!”

Gianni Zoccheddu

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