Allarme a Milano: “Stanno finendo i rapper da arrestare”

Milano (Città a rischio sardonizzazione) – Sono giorni difficili per la capitale morale del Belpaese. A tenere banco sono ovviamente gli scontri del 17 ottobre organizzati da un italiano di origine marocchina, ProPal e soprattutto viaggiatore del tempo, dato che li ha organizzati aprendo una chat il 18 ottobre.
Al momento il risultato principale è che non si parla delle speculazioni di uomini legati al centodestra nell’ambito degli appalti per la ricostruzione dopo il sisma del 2016 nel centro Italia. Ma sicuramente è solo una coincidenza.

A peggiorare la situazione arriva oggi l’allarme di Feder(t)rap il sindacato degli artist… cioè, dei cantant, vabbè di quelli che fanno Rap e Trap specialmente nel capoluogo meneghino: “La lotta ai maranza sta facendo dimenticare la vera emergenza che sta attanagliando la nostra città, la difficoltà di reperire altri trapper da arrestare“.
In effetti ci si era abituati bene dopo la cattura di Tony Boy, Simba La Rue, Baby Gang, Neima Ezza e Samy.

“Questa sequela di arresti aveva finalmente reso Milano famosa nel mondo, al punto da competere con realtà come Detroit o Los Angeles, che avevano sempre sbeffeggiato la scena trap italiana ritenendo che qua l’unica rabbia che conosciamo è quella di quando la nonna invece delle lasagne ci ha preparato i cannelloni“, è l’amaro sfogo del manager Mike Ontento.
La missione, quindi, è continuare a sfornare nuovi trapper dalla vita dissoluta e coinvolti in faccende illegali in modo da poter finire nel mirino delle forze dell’ordine e guadagnare così rispetto e prestigio.

“Sto lavorando con un ragazzo molto promettente, Tony Freakettoni“, ci rivela Ontento, “uno che conosce il disagio, quello vero. Pensate che l’altro giorno ha mandato a cagare la sua mamma perché non gli aveva stirato la maglietta, quella rotta, che doveva indossare in un concerto e poi le ha ribadito con forza di essere un ribelle”.

Augusto Rasori

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