A Roma nasce il gelato vegetale (anche d’inverno). «Per realizzarlo usiamo anche un software di AI che ci aiuta per la miscelazione degli ingredienti»

A Roma nasce il gelato vegetale (anche d’inverno). «Per realizzarlo usiamo anche un software di AI che ci aiuta per la miscelazione degli ingredienti»

«L’Italia è un Paese di eccellenze enogastronomiche. Sulla cultura della nutrizione stiamo facendo progressi, ma c’è ancora molta strada da fare. Questo mix rende l’innovazione nel settore alimentare particolarmente complessa». Abbiamo intervistato Emanuele Bianconi, Co-Ceo di Squp, nei giorni immediatamente successivi al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio culturale immateriale dell’Unesco. Per alcuni è stato un traguardo importante, per altri si rivelerà un’operazione destinata principalmente al marketing. Su StartupItalia ci siamo occupati diverse volte di interviste a imprenditori che lanciano prodotti in ambito food in un Paese ancora ancorato alla “cucina della nonna” e alle tradizioni. Squp produce gelato in barattolo con ingredienti plant-based e lo vende nella grande distribuzione.

Emanuele Bianconi

Il cibo come benessere

Romano, 29 anni, Emanuele Bianconi ha alle spalle un’esperienza in un settore diverso, eppure strettamente collegato al benessere delle persone. «Volevo fare l’osteopata. Prima di iniziare quegli studi mi sono laureato nelle Professioni Sanitarie e ho poi completato un percorso triennale in massofisioterapia». I primi lavori sono arrivati in uno studio professionale e poi nel dipartimento di Sanità Pubblica della Regione Lazio. «Però mi rendevo conto che, così facendo, non riuscivo ad aiutare davvero le persone. Volevo avere un impatto concreto sul sistema, intervenendo alla fonte invece di lavorare solo a valle».

In un Paese come l’Italia, dove mangiare è associato soprattutto all’abbondanza, al gusto e al piacere, molte persone dimenticano che l’alimentazione è un pilastro essenziale del benessere. Squp è nata da una storia personale. «Un mio amico fraterno, che sarebbe poi diventato co-founder, ha scoperto di avere seri problemi di salute legati all’alimentazione. Lui, che da sempre era appassionato di gelato, ha dovuto smettere di mangiarlo».

Cacao 2

Qualcuno ha proposto loro di testare un prodotto in voga negli Stati Uniti, ma il gusto non era all’altezza dell’artigianato italiano. «Così ci siamo detti: facciamo ricerca e sviluppo per creare un cibo buono e sano. E abbiamo scelto di partire dal gelato». Nell’intervista con il Co-Ceo di Squp ci siamo soffermati su quelle che vengono definite le “malattie del benessere”: «Nei paesi ad alto reddito prevalgono malattie legate all’eccessiva alimentazione, all’inattività fisica, allo stress, all’inquinamento, come per esempio le malattie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore e diabete».

Tra queste malattie c’è anche l’obesità, riconosciuta in Italia come una malattia multifattoriale e complessa. Secondo i dati Istat 2023, oltre 23,3 milioni di adulti convivono con un eccesso di peso. Il 21,6% dei ventenni odierni presenta problemi di questo tipo, contro il 13,4% di chi è nato negli anni Sessanta. È in questo scenario che è stata lanciata Squp, fondata all’inizio della pandemia, nel marzo 2020.

Come nasce il gelato Squp (grazie anche all’AI)

«Abbiamo iniziato contattando tecnologi alimentari, ricercatori, grandi aziende e piccole gelaterie. Poi abbiamo selezionato i primi consulenti, che insieme a noi hanno sviluppato le prime bozze di ricetta. Il nostro mantra è sempre stato chiaro: prima il gusto, poi la cremosità, e infine il maggior numero possibile di benefit nutrizionali». Pur essendo plant-based, non è un prodotto pensato solo per vegetariani o vegani. «È un gelato inclusivo, adatto a chi cerca qualcosa di più leggero, a chi ha intolleranze alimentari e a chi vuole concedersi un momento di felicità senza compromessi».

Pistacchio

A rendere il lavoro più rapido, negli ultimi tempi, è stato l’utilizzo di un software dotato di AI che funge da copilota, non solo per la parte produttiva ma anche per quella strategica e finanziaria. «Abbiamo sviluppato un processo proprietario che, partendo solo dalla lista ingredienti della ricetta, dagli allergeni e dalla tabella nutrizionale, ci permette di costruire tutto il resto. Da lì entra in gioco il nostro modello che automatizza e integra anche marketing, compliance, legal, finance e molto altro».

In questa fase invernale, la startup punta soprattutto sullo sviluppo, dato che il picco delle vendite si registra tra aprile e ottobre. «Nel 2025 abbiamo superato i 1.100 punti vendita nella GDO». Il gelato in barattolo viene prodotto in outsourcing. «Perché Squp? È un nome che richiama lo strumento con cui si prende la pallina di gelato. E, allo stesso tempo, suona nuovo: comunica subito l’idea di innovazione». 

Parlando di gelato, è inevitabile affrontare il tema delle materie prime, a partire dal cacao. Negli ultimi anni i prezzi sono aumentati e, nonostante si sia scritto di un recente crollo delle quotazioni, a questo non è seguito un calo dei prezzi al consumo. «Il cacao e il cioccolato sono gusti trasversali, amatissimi, ed è importante averli in assortimento quando si introduce una novità sul mercato. Noi prestiamo molta attenzione a questi aspetti e, anno dopo anno, rivediamo e miglioriamo tutte le nostre formulazioni».