Gli Stati Uniti e la “fabbrica mondiale di chip”, ovvero Taiwan, siglano un accordo che non passerà certo inosservato, soprattutto dalle parti di Pechino. Taipei si è impegnata con Washington a investire 250 miliardi di dollari per la costruzione di fabbriche di semiconduttori sul suolo americano.
Chip e… ciop
L’accordo rafforza enormemente le intese tra USA e Taiwan ed è stato annunciato dal Dipartimento del Commercio americano, in un giorno non casuale: quello in cui la taiwanese Taiwan Semiconductor Manifacturing Co., meglio nota come TSMC, ha annunciato una forte crescita degli utili del quarto trimestre e dichiarato che la domanda dal settore dell’intelligenza artificiale rimane forte, allontanando lo spettro della temuta bolla e mettendo a segno un rally borsistico.

Resta da capire la contropartita: ufficialmente gli USA parlano solo di un contenuto commerciale, ovvero in cambio dell’investimento monstre di Taiwan, l’amministrazione Trump porterà i dazi al 15% rispetto al 20% fissato in precedenza con alcune esenzioni ad hoc per le aziende taiwanesi che investono in fabbriche di chip in USA. Secondo il Segretario al Commercio Howard Lutnick la big asiatica TSMC ha già acquistato diversi terreni in Arizona e in altri Stati americani per la costruzione di nuovi stabilimenti.

Inoltre, i due Paesi si impegnano a portare i balzelli doganali a zero su determinate categorie di prodotti, come farmaci generici e principi attivi, componenti aeronautici ed alcune risorse naturali. Anche i ricambi auto, il legname ed altri prodotti correlati saranno assoggettati a dazi non superiori al 15%.
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Ma c’è chi sospetta che questa nuova partnership possa prevedere non meglio definite conseguenze in chiave geopolitica, come l’apertura di un ombrello militare statunitense in caso di aggressione cinese. Lo scorso novembre Taipei era stata persuasa dagli americani a stanziare 40 miliardi extra nella difesa. Tutto da comprendere se la partnership sui chip con gli States aumenterà o allenterà la tensione nell’area: nelle ultime settimane la Cina è impegnata proprio in attività militari attorno a Taiwan.