Appello dei lupi abruzzesi: “Levateci dal cazzo questa famiglia di coglioni”

Palmoli (CH) – Da alcune settimane la cronaca italiana è monopolizzata dalla vicenda della “famiglia del bosco”, forse perché nel mondo non stanno accadendo fatti più rilevanti.

La saga dei Trevallion si è arricchita in queste ore di un ulteriore misterioso elemento. Vicino alla casa dei cosiddetti “neorurali” infatti è stata ritrovata una lettera firmata “I lupi abruzzesi” con un accorato appello alle autorità affinché allontanino dal bosco Nathan, Catherine e i tre figli. L’appello si conclude con una richiesta perentoria: “Levateci dal cazzo questa famiglia di coglioni”.

Gli inviati de Le Iene si sono recati nel punto di ritrovo dei lupi della zona, detto Castello Ululì, per farsi spiegare meglio le ragioni all’origine della richiesta. Per prima cosa c’è il problema della presenza continua di troupe televisive, come sottolinea il portavoce del branco Lupus in fabula: “Giornalisti e operatori fanno un casino infernale e ci fanno scappare tutti i caprioli e le lepri! Nel bosco bisogna fare silenzio, non siamo mica nella discoteca Balla coi lupi!

I lupi poi temono per la loro incolumità: “La bambina gira per i boschi con una mantellina scarlatta e sappiamo tutti che fine fa il lupo in Cappuccetto Rosso!”. Le lamentele riguardano anche l’acqua con cui si abbeverano: “Questi sciroccati si puliscono il culo con le foglie di acero e poi si sciacquano nel torrente dove noi andiamo a bere, anche se nessuno crede alla nostra versione dopo che quel lestofante di Esopo ha scritto Il lupo e l’agnello.

Come se non bastasse, c’è stato anche il rischio concreto di avvelenamento: “Siamo andati a rovistare tra gli avanzi della cena e abbiamo mangiato qualche boccone, ma c’erano dei funghi velenosi che ci hanno fatto vomitare anche l’anima”.

L’appello dei lupi non è passato inosservato e sta suscitando discussioni animate in tutto il paese e perfino un acceso scontro tra i banchi del governo: Matteo Salvini, come noto, si è schierato fin da subito a favore della famiglia del bosco, neanche gli avesse fatto copiare il progetto del Ponte sullo Stretto, mentre a prendere le parti dei canidi, a costo di litigare con l’alleato, è intervenuto con decisione Maurizio Lupi (nomen omen).

Andrea Michielotto

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