
MILANO – Un uomo di 46 anni, GianGiovanni G., è stato arrestato ieri nel boschetto di Rogoredo per usurpazione di funzioni pubbliche. Il fermo è avvenuto in seguito a numerose segnalazioni di spacciatori del posto: “Si presentava come agente di polizia e ci chiedeva il pizzo, questa storia andava avanti da mesi. Una storia assurda! Io non ho abbastanza soldi per pagare quelli veri e ora devo darne anche a quelli falsi?? Ma quanto credete che guadagni un onesto pusher? A volte non riesco ad arrivare alla fine del mese, devo fare i tripli turni pippandomi la mia stessa roba, non si può vivere così!” si è lamentato Filiberto, un narcotrafficante storico del boschetto, i cui pugni hanno molta confidenza con la faccia di Brumotti.
In seguito a perquisizione in casa di G. G. sono state ritrovate una divisa da carabiniere, una da poliziotto, delle manette e svariate armi finte, oltre a una pancia finta da bevitore di birra. “Tutti credevamo fosse un agente di polizia, era un po’ solitario ma sembrava tranquillo, salutava sempre col saluto militare”, riferiscono i vicini.
A quanto si apprende, G. G. abita nel popolare quartiere San Martino, e sin da piccolo avrebbe avuto l’ossessione per la divisa. “Avevamo saputo dalla madre che aveva fatto anche il concorso – ricorda un altro vicino – ma non era passato perché aveva un Q.I. inferiore a quello minimo richiesto per entrare in Polizia, che è già sotto la media”. G. G. avrebbe già confessato di aver desiderato così tanto di diventare un agente che un giorno ha deciso di indossare il suo costume di carnevale da poliziotto anche nella vita quotidiana.
Si legge dal verbale pubblicato illegalmente da Fanpage: “Credevano tutti che fossi un vero poliziotto, il mio sogno si era avverato. Ma non dovevo farmi scoprire, così ho iniziato a comportarmi come tutti i poliziotti”. Essendo un po’ tardo di mente, G. G. ha iniziato a imitare le mele marce della Polizia: “Scroccavo scopate gratis dalle troie di strada, manganellavo gli studenti andandoli a prendere direttamente nelle classi, avvisavo i mafiosi dei blitz, chiedevo tangenti agli spacciatori per chiudere un occhio, ma è stato il seminare pistole di plastica in giro che mi ha tradito, accidenti”.
I pusher a cui estorceva denaro hanno infatti iniziato a sospettare di lui quando hanno visto che, dopo aver incassato il pizzo, deponeva una pistola di plastica accanto a loro e si allontanava alla chetichella, lanciando occhiate furtive in giro. “Quell’idiota deve aver saputo di Cinturrino, ma essendo un coglione non ha capito niente della faccenda” chiosa Filiberto. Attualmente, G. G. è detenuto in carcere e ha detto di aspettare la solidarietà di Matteo Salvini, che ritiene un “collega”: “Tanto quello non può essere uno che davvero è un Ministro, dài”.
Stefano Pisani
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