Marte e Giove sono due pianeti molto osservati dalla Terra, visibili anche con telescopi amatoriali. Tra di loro gli astronomi hanno scoperto diversi asteroidi a rotazione che si muovono velocemente. La prima individuazione di questi insoliti corpi celesti è avvenuta nel 2025, periodo primaverile.
L’Osservatorio C. Rubin del Cile ha contato ben 75 asteroidi con la sua fotocamera LSST. È l’obiettivo fotografico spaziale più grande e potente al mondo. Tra gli asteroidi registrati, MN45 grande 710 metri di diametro e con una rotazione completa di 1,9 minuti. L’asteroide descritto è di tipo ultraveloce, rarissimi all’interno del nostro Sistema Solare.

I record che riescono a superare gli asteroidi ultrarapidi scoperti tra Marte e Giove, rotazione di 13 minuti e orbita sotto le 2,2 ore. Non sono semplici detriti, i quesiti scientifici crescono
Il team di osservatori astronomici è guidato da Sarah Greenstreet, che ha studiato le variazioni di luminosità delle varie pietre spaziali per calcolare la loro curva di luce e anche il periodo di rotazione. 19 oggetti tra i 75 rilevati superano il limite di rotazione noto per gli asteroidi grandi dai 150 metri. Il tempo finora registrato è di 2,2 ore, qui abbiamo rotazioni superveloci di 13 minuti in almeno 5 asteroidi.
Un comportamento anomalo secondo gli scienziati. Gli asteroidi sono di fatto un insieme di detriti, uniti da una gravità debolissima rispetto a satelliti e pianeti. L’alta velocità sia rotatoria che di orbita porterebbe allo sgretolarsi dei singoli asteroidi, con il rischio di impatto tra di loro visto che sono anche ravvicinati.
Le osservazioni fotografiche hanno permesso di raccogliere dati strutturali su questi asteroidi ultraveloci, un po’ marziani e un po’ di Giove. Sicuramente hanno una struttura solida, coesa, forze centrifughe interne in grado di bilanciare le energie e pressioni esterne. Queste forze centrifughe superano anche i 12 kilopascal che permettono la rotazione ultrarapida. Queste caratteristiche sono state individuate soprattutto su due ammassi, Mk41 e MN45, entrambi tra i 900 e i 9000 kilopascal. Calcoli e osservazioni portano gli scienziati a nuove teorie sugli asteroidi, partendo da quest’ultimi scoperti. Non sempre sono semplici cumuli di detriti ma rocce compatte nel cielo, da dove provengono? Come si sono formate? E che cosa succede in caso di collisioni?
Asteroide ultraveloce: la nuova scoperta mette in discussione i modelli attuali è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace
