Chi vuole rendere più sicura la propria abitazione o un altro immobile, approfittando delle detrazioni previste dal bonus Ristrutturazioni, già a partire dal 1° gennaio 2026 può ottenere un rimborso fiscale sulle spese sostenute per installare sistemi di protezione contro furti e intrusioni: porte blindate, grate, videocamere e altri interventi strutturali. È il nuovo bonus sicurezza e prevede, appunto, una detrazione sulle spese sostenute per interventi che migliorano la sicurezza dell’abitazione: non un generico “antifurto”, ma tutto ciò che contribuisce a rendere l’immobile più resistente a intrusioni e tentativi di effrazione. Ecco come funziona.
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Detrazioni diverse a seconda dell’immobile
La detrazione cambia a seconda del tipo di immobile: chi interviene sulla propria abitazione principale può recuperare metà della spesa, mentre per seconde case e altri immobili la percentuale scende al 36%. In entrambi i casi, però, il tetto massimo resta lo stesso: fino a 96.000 euro per unità immobiliare, una cifra che permette interventi anche importanti, come la sostituzione di porte e finestre con modelli blindati o l’installazione di sistemi di videosorveglianza professionali. Il rimborso arriva lentamente, diluito in dieci anni.
A poter richiedere il bonus non sono solo i proprietari. La platea è ampia e riflette la complessità delle situazioni abitative contemporanee: usufruttuari, inquilini, comodatari, conviventi che sostengono la spesa, soci di cooperative. In sostanza, chiunque abbia un titolo che lo lega all’immobile e possa dimostrare di aver pagato i lavori.
Che cosa rientra nel bonus sicurezza?
Il cuore dell’agevolazione, però, sta nella natura degli interventi ammessi. Non basta acquistare un dispositivo o un gadget tecnologico: il bonus premia ciò che modifica fisicamente l’immobile, rendendolo più sicuro in modo permanente. Una porta blindata che sostituisce quella esistente, grate fissate alle finestre, vetri antisfondamento, cancellate che delimitano l’area esterna, serrature di nuova generazione. Anche le videocamere rientrano nel perimetro, ma solo se installate da professionisti e integrate in un sistema stabile. Non sono, invece, agevolati gli abbonamenti ai servizi di vigilanza o l’acquisto di dispositivi portatili, che non incidono sulla struttura dell’edificio.
Come richiedere il bonus?
Per accedere alla detrazione, la parte burocratica richiede attenzione ma non è complessa. Il pagamento deve avvenire tramite bonifico parlante, quello che riporta tutti i dati necessari a collegare la spesa al bonus: il codice fiscale di chi paga, la partita IVA dell’impresa, il riferimento normativo. È un passaggio tecnico, ma fondamentale: un bonifico sbagliato può compromettere l’intero beneficio. Lo stesso vale per la documentazione: fatture, certificazioni di conformità, eventuali dichiarazioni sostitutive. Tutto va conservato con cura, perché l’Agenzia delle Entrate può richiederlo anche anni dopo.
In questo quadro, la scelta dell’impresa diventa cruciale. Non solo per la qualità dei lavori, ma perché un installatore abilitato è in grado di rilasciare le certificazioni necessarie e di descrivere correttamente gli interventi in fattura. È un dettaglio che spesso passa in secondo piano, ma che fa la differenza tra una detrazione riconosciuta e una contestata.