Bonus sicurezza, come funziona l’agevolazione anti-ladri e chi la può ottenere?

Bonus sicurezza, come funziona l’agevolazione anti-ladri e chi la può ottenere?

Dal 1° gennaio è possibile ottenere una detrazione fiscale sulle spese sostenute per installare dei sistemi d’allarme, antifurto, videosorveglianza e per altre misure di sicurezza. All’importo totale della spesa, ai fini della detrazione, si applicano 2 aliquote: del 50% per i lavori effettuati sull’abitazione principale e del 36% quando si è intervenuti su una seconda casa o su altre tipologie di immobile. Ecco come funziona il rimborso e chi lo può ottenere.

Leggi anche: L’AI di OpenEvidence vola nei finanziamenti e arriva in corsia. La startup usata dai medici americani ha chiuso un round da 250 milioni di dollari

Come ottenere il rimborso per la sicurezza?

Il rimborso, attraverso la detrazione diretta dalle imposte che il cittadino deve pagare sulla base della dichiarazione dei redditi, viene erogato nell’arco di 10 anni. A poter fruire del bonus sono tutti coloro che possiedono un immobile sulla base di un titolo idoneo. In questo titolo, cioè, oltre alla piena proprietà, rientrano anche sia la nuda proprietà che i vari diritti reali di godimento (come usufrutto, diritto di abitazione, di uso e di superficie).

Hanno diritto di accedere al bonus anche i soci di cooperative a proprietà divisa e indivisa; i familiari conviventi, i conviventi di fatto e i coniugi separati che sostengano effettivamente le spese; gli imprenditori individuali (esclusivamente però per gli immobili che non rientrino tra i beni strumentali o non siano classificati come “merce”). Quanto agli inquilini o ai comodatari, per fruire della detrazione è necessario che l’intervento sia espressamente consentito dal proprietario.

Gli interventi che rientrano nel bonus sicurezza

Tra gli interventi che rientrano nel bonus sicurezza ci sono: l’installazione di una porta blindata all’ingresso, il montaggio di grate di sicurezza su finestre e balconi, la realizzazione di una recinzione muraria o di una cancellata, la sostituzione di una serratura o di uno spioncino, l’installazione di vetri antisfondamento o di una videocamera collegata a un sistema installato da un professionista. Non sono, al contrario, agevolabili i servizi e le forniture non strettamente legati all’immobile, come un contratto con un istituto di sorveglianza, l’acquisto di una telecamera o di un sistema antifurto portatile, l’installazione di porte interne rinforzate e, in generale, l’acquisto di dispositivi senza la successiva installazione. Ai fini della detraibilità, l’intervento, ha precisato infatti già nel 2019 l’Agenzia delle Entrate con una circolare, deve essere stabile, funzionale alla sicurezza e, soprattutto, integrato nell’immobile.

Sono rimborsabili unicamente gli interventi pagati con “bonifico parlante” (indicante cioè causale, codice fiscale del beneficiario e partita Iva o codice fiscale di chi effettua gli interventi), bancario o postale, non essendo sufficiente l’esborso di contante, ma nemmeno l’utilizzo di assegni, bonifici ordinari o carta di credito. Vanno, quindi, raccolti e conservati per almeno 10 anni tutti i documenti che attestano la regolarità degli interventi effettuati e dei pagamenti, insieme alle attestazioni tecniche e amministrative. A differenza dell’Ecobonus, invece, non è richiesto l’invio di una comunicazione telematica all’Enea, a meno che l’intervento non comporti anche un risparmio energetico certificabile.