Caffè e pressione sanguigna: cosa sapere prima della prossima tazza

600 anni fa, racconta Chiara Collins dell’Università di Newcastle, il mondo scopriva il caffè, bevanda energizzante e da compagnia. Una sola persona, all’anno consuma due chili di caffè, una o due confezioni comuni al supermercato. Caffè e cioccolato insieme rappresentano un business nel mondo. Sono nate realtà industriali e artigianali specializzate e hanno creato e diffuso miscele e metodi di preparazione. Anche il settore degli utensili per la preparazione del caffè cresce, tra macchine per cialde, da bar, compressori, accessori vari.

E il caffè è anche la bevanda più studiata al mondo, la quantità che si beve è in grado anche di influenzare i geni collegati al cervello, al metabolismo e ai sistemi di ricompensa. Il numero di articoli sui benefici del caffè cresce ma, per fortuna, qualcuno ricorda anche di non eccedere. Troppa caffeina in circolo aumenta la pressione sanguigna nel breve termine.

Ci sono differenze notevoli tra chi lo beve abitualmente e no, su questi ultimi gli effetti si sentono facilmente. Poi ci sono raccomandazioni su chi soffre di pressione alta ma non riesce a rinunciare alla tazzina giornaliera, qui seguire le indicazioni del proprio medico di base è importante, in alcuni casi il suo stop definitivo è bene seguirlo.

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Perché il caffè accelera il battito cardiaco e perché non bisogna assolutamente farlo bere ai bambini: i consigli della professoressa Collins con dati di revisioni globali

La caffeina è uno stimolante muscolare, per questo ha effetti poi sulla frequenza cardiaca. Nello specifico, una tazzina di caffè accelera il lavoro delle ghiandole surrenali per il rilascio dell’adrenalina. I livelli di caffeina nel sangue raggiungono il picco tra la mezz’ora e le due ore dopo una tazza di caffè. Questi tempi variano in base all’età, alla genetica e poi all’abitudine alla bevanda. Per i bambini il caffè è nocivo a causa del fegato troppo piccolo per metabolizzarlo.

Il segreto per una vita più lunga è bere il caffè al momento giusto
Il segreto per una vita più lunga è bere il caffè al momento giusto

Ci sono molti studi numerici sul caffè, tra gli ultimi anche quelli sulle proprietà delle sostanze fitochimiche. Una revisione di 13 studi ha coinvolto 315.000 persone. 64.650 soggetti esaminati nei periodi di follow-up hanno sviluppato ipertensione, ma il caffè non è stato associato direttamente all’insorgere della malattia. Altri studi, tra cui uno giapponese, hanno confermato che ci sono altri fattori di rischio o strutturali da considerare. Un’associazione tra abitudini di vita (fumo, alcol, sedentarietà, obesità, stress) ed elementi di familiarità con le malattie o genetici.

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