Ogni venerdì su StartupItalia raccontiamo storie di persone, talenti, che vivono all’estero per fare impresa, startup, ricerca. Sono gli italiani dell’altro mondo che abbiamo incontrato in ogni angolo del pianeta, dagli Stati Uniti all’Asia, dal nord Europa all’Australia. Il viaggio continua anche in questo 2026 appena cominciato e per questa prima puntata dell’anno abbiamo deciso di condensare in un articolo dieci profili che, dal nostro punto di vista, meritano di essere seguiti.

Paolo Ardoino
Fondatore di Tether, società che più di dieci anni fa si è lanciata nel settore delle stablecoin, è uno dei nomi di riferimento del settore dell’economia digitale. Nelle scorse settimane si è parlato di lui anche perché, da azionista di minoranza della Juventus, ha avanzato un’offerta per acquisire l’intera società, rifiutata però dalla Exor. In un panorama internazionale in cui questa forma di economia – tra stablecoin e criptovalute – diventano sempre più istituzionali un profilo come il suo è senz’altro da seguire per capire i trend del settore.

Marco Cancellieri
Co-fondatore di Trade Republic, è un imprenditore che vive e opera in Germania. Alla fine del 2025 la società ha chiuso un mega round da 1,2 miliardi di euro, portando la valutazione a 12,5 miliardi di euro. Nell’operazione spiccano nomi di importanti soggetti VC americani come Founders Fund, Sequoia Capital. Profili come il suo mostrano che in ambito fintech – si veda il caso anche di Revolut – l’Europa ha importanti carte da giocare nelle sfide globali. Da startup oggi Trade Republic è una banca e una piattaforma di investimento con oltre 10 milioni di clienti.

Christian Cantamessa
Insieme a Davide Soldani, che in Ubisoft ha scritto la storia, ha fondato Day 4 Night, una software house al lavoro su un videogioco che poche settimane fa è stato svelato. Bradley the Badger si presenta come un’avventura in 3D in cui vengono impalcati tantissimi enigmi ambientali che richiederanno una trasformazione costante sia del proprio personaggio sia soprattutto – e questo è l’elemento più intrigante – del mondo di gioco. Christian Cantamessa vive e lavora negli Stati Uniti, dove ha lavorato per Rockstar Games alla saga di GTA.

Matilde Giglio
In India ha fondato Even Healthcare, una società che vuole riscrivere le regole di un sistema sanitario inefficiente, che ogni anno porta milioni di famiglie sotto la soglia di povertà. «Abbiamo costruito un modello che mette al centro la salute, non il profitto. Invece di spingere per più interventi, incentiva i medici a curare bene i pazienti». Oggi l’azienda conta 400mila membri e ha appena raggiunto un traguardo importante: l’apertura del primo ospedale a Bangalore. «Il piano è aprirne 18 nei prossimi tre anni in tutto il Paese». L’abbiamo intervistata per farci raccontare la sua storia.

Angelica Iacovelli
La sua startup si chiama Nucleo e ha partecipato all’acceleratore di startup più noto al mondo, Y Combinator, a San Francisco. Fondata nel 2025, la società ha un obiettivo ambizioso: sfruttare l’AI e il machine learning per aiutare i medici nel campo dell’oncologia. Da anni si parla dell’Intelligenza artificiale come strumento per rendere più rapidi ed efficienti determinati lavori ed è opinione comune degli esperti il fattore che possa avere un impatto rilevante nel campo della medicina e della farmaceutica.

Flavia Tata Nardini
Co-founder e Ceo di Fleet Space Technologies, società aerospaziale con sede in Australia. Dopo gli studi a Roma ha iniziato la sua carriera all’Agenzia Spaziale Europea in Olanda. Dall’altra parte del mondo ha fondato una società che si occupa di un settore interessante dell’esplorazione spaziale, ossia quello della ricerca di minerali critici e della difesa. Da anni l’ambito spaziale ha assistito a numerose innovazioni garantite dall’ingresso dei soggetti privati. I talenti italiani, in patria come all’estero, giocano un ruolo fondamentale.

Gaia Salizzoni
Ceo e co-founder di Hale, vive in Germania dove ha lanciato Hale, una piattaforma che punta a offrire alle donne un accesso più semplice e chiaro alle cure ginecologiche. Intervistata nella nostra rubrica, ci ha parlato di tabù che mano a mano vengono abbattuti in un ambito, come quello della salute femminile, su cui gli investimenti spesso non sono stati adeguati alla soluzioni di problemi. «In Italia l’accesso e la cultura di prevenzione a cure ginecologiche standard ci sono e funzionano. Per fare un paragone, in Inghilterra le donne vanno molto meno dal proprio medico. Ma per i dolori cronici c’è un tabù. Ecco perché puntiamo tantissimo su un brand capace di parlare di questi argomenti con empatia».

Francesco Sciortino
Ceo e co-founder di Proxima Fusion, è un imprenditore che opera e vive in Germania, a Monaco di Baviera, dove lo scorso anno la sua startup ha chiuso un mega round da 130 milioni di euro. L’azienda punta a costruire la prima centrale a fusione commerciale al mondo progettata su stellarator, uno strumento usato per confinare il plasma caldo con dei campi magnetici per sostenere una reazione nucleare di fusione controllata. «Alla nostra nascita un nostro investitore di punta ha pubblicato una storia social divertente – ci aveva raccontato Sciortino in un’intervista del 2024 -. Ricordava che quando guardi cosa dà potenza al cattivone contro Spider Man trovi una centrale a fusione. E qual è la fonte di energia di Iron Man nel petto della sua corazza? Energia da fusione. Non c’è nient’altro dopo la fusione».

Lorenzo Thione
Imprenditore seriale, vive a Chicago, negli Stati Uniti, dove da diversi anni è managing director di Gaingels. Quasi vent’anni fa ha venduto a Microsoft la sua startup Power-set. Negli USA è anche un investitore ed è attivo in particolare nel settore dell’Intelligenza artificiale. Quest’anno il comparto AI promette di fare numeri ancora più importanti rispetto al 2025, con IPO di peso in Borsa. Sarà interessante seguire le analisi e le considerazioni di profili che da decenni operano nel comparto.

Maria de Lourdes Zollo
Ha lavorato in Cina per il colosso della tecnologia Tencent, poi si è spostata a TikTok e infine ha preso il volo per gli Stati Uniti dove ha fondato Bee. La startup ha sviluppato un device indossabile come uno smartwatch che grazie all’Intelligenza artificiale raccoglie quel che conta delle conversazioni e dà le giuste priorità su un’app. La società è stata acquisita da Amazon nel 2025 per una cifra non comunicata. Negli ultimi tempi i device di AI hanno attraversato un periodo non facile: sono famigerati i flop di Rabbit e Humane. Da parte sua Bee ha alle spalle il colosso di Seattle che non vuole rimanere indietro.