
TEHERAN – Mentre i missali israelo-americani continuano a riscrivere la geografia iraniana, arriva stamattina un comunicato stampa del Ministero degli Esteri,in cui i vertici della Repubblica Islamica esprimono per la prima volta una posizione conciliante nei confronti di Trump.
“Siamo assolutamente disponibili al dialogo – ha dichiarato Mojtaba Khamenei, il figlio del defunto ayatollah – ma per negoziare in modo proficuo serve almeno un minimo di continuità istituzionale. Se Trump continua a far fuori tutti i nostri negoziatori uno dopo l’altro diventa complicato trovare qualcuno che ricordi cosa stavamo dicendo cinque minuti prima”.
Khamenei, nominato ieri Guida Suprema, sarebbe già un obiettivo degli americani, che prima di condannarlo a morte non hanno aspettato nemmeno che il figlio raggiungesse la metà della lunghezza della barba del padre. “Se Trump vuole davvero un accordo – ha detto il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghch – gli chiediamo solo di lasciarci in vita almeno il factotum che sa dove abbiamo messo le chiavi della valigetta nucleare. Altrimenti chi firma? Il gatto di Khamenei?“.
Intanto continuano le operazioni belliche, tra cui quella che ha completamente distrutto il sito nucleare di Natanz, che Trump aveva già completamente distrutto a giugno dell’anno scorso; mentre la tv di Stato iraniana ha riferito che i funerali di Khamenei saranno rinviati, perché c’è necessità di capire se saranno esequie di un solo Khamenei o di due. Staremo a vedere cosa succederà.
Stefano Pisani
L’articolo Crisi Medio Oriente. Vertici Iran: “Dialogo con Trump più facile se lascia qualcuno di noi in vita” proviene da Lercio.