La ricerca scientifica contro il cancro non è fatta soltanto di scoperte ma anche di ostacoli superati. Quello ad esempio della produzione di cellule T Helper partendo da cellule staminali umane. Svolgono un compito importante nel sistema immunitario, quello più colpito dalla malattia. Il gruppo di ricercatori che è riuscito nell’impresa è dell’Università della British Columbia e ha raccontato il successo sulla rivista Cell Stem Cell.
Le cellule T Helper coordinano l’azione di altre cellule difensive e rendono la risposta immunitaria efficace nel tempo. La loro produzione in laboratorio è difficile, necessita di un regime controllato con le cellule staminali. Questo limite ha rallentato l’utilizzo delle T Helper nelle terapie cellulari che si basano su materiale di tessuto prelevato dai pazienti. Questa procedura risulta costosa, lunga e personalizzata.

Il controllo del segnale Notch permette di guidare le cellule staminali verso T Helper e T Killer, rendono più vicine le terapie scalabili ed economiche: la parola agli esperti
“Le terapie cellulari ingegnerizzate stanno trasformando la medicina moderna. Questo studio affronta una delle maggiori sfide nel rendere questi trattamenti salvavita accessibili a un maggior numero di persone, mostrando per la prima volta un metodo affidabile e scalabile per coltivare più tipi di cellule immunitarie“. Il team di ricercatori è guidato da Peter Zandstra, autore della dichiarazione riportata, e Megan Levings. Insieme hanno identificato un modo per regolare il Notch, un segnale biologico che guida lo sviluppo delle cellule staminali.
Il segnale Notch è essenziale nelle fasi iniziali, ma deve essere ridotto al momento giusto per permettere la formazione delle cellule T Helper. Questo controllo temporale consente di indirizzare le cellule staminali verso la produzione di due tipi di linfociti: le T Helper e le T Killer, entrambe importanti per la risposta immunitaria.
“L’obiettivo a lungo termine è quello di avere terapie cellulari pronte all’uso, prodotte in anticipo e su larga scala a partire da una fonte rinnovabile come le cellule staminali. Ciò renderebbe i trattamenti molto più convenienti e pronti quando i pazienti ne hanno bisogno“, sono le affermazioni di Megan Levings, professoressa di chirurgia e ingegneria biomedica.
Dalla ricerca un nuovo slancio: risolto un limite delle terapie cellulari antitumorali è stato pubblicato per la prima volta su Lega Nerd. L’utilizzo dei testi contenuti su Lega Nerd è soggetto alla licenza Creative Commons Attribuzione-Non commerciale-Non opere derivate 2.5 Italia License. Altri articoli dello stesso autore: Daniela Giannace
