La musica avvicina le persone, le culture, i popoli. Ma non sempre gli strumenti sono rami d’ulivo. In Devil Jam, roguelite in visuale isometrica, vestiremo i panni di musicisti che adorano la musica (e la guerra) dal vivo. Dopo aver siglato un contratto con il Diavolo siamo costretti a esibirci in scenari tutt’altro che accoglienti. Non c’entra la qualità della nostra musica, figurarsi: è che proprio il pubblico ci vuole ammazzare.
Devil Jam, la recensione
Sviluppato da Rogueside, Devil Jam è un’avventura che potrebbe senz’altro incuriosire gli appassionati di uno specifico genere musicale, che nel titolo troveranno sicuramente pane per i propri denti. Grazie a un arsenale musicale di tutto rispetto potremo dare libero sfogo alle nostre abilità artistiche. O, meglio, belliche.

Devil Jam non si gioca sui palchi, ma sul terreno di battaglia, arena in ambienti perlopiù bui, in cui il nostro obiettivo unico è non farsi sovrastare dalle ondate nemiche, che ci piovono addosso da ogni direzione. Lo schermo si riempirà all’inverosimile con barre di vita e animazioni che rendono il tutto molto vivace.

Il bello di Devil Jam è la direzione artistica: i personaggi e i biomi sono disegnati a mano, elemento che si nota a colpo d’occhio. Il problema è che alla lunga il titolo rischia di diventare ripetitivo nel livello di sfida e soprattutto nella mancata varietà dell’ambientazione. Il gameplay è nel complesso comunque fluido e divertente.

Il tappeto musicale è di quelli che ci si aspetta da titoli che omaggiano metal e rock pesante. Devil Jam è un prodotto interessante nell’impostazione, che però fatica a farci cadere la mascella come di fronte a un assolo di chitarra.