È caccia al tesoro di Maduro: 60 miliardi di dollari in Bitcoin «frutto di operazioni non sempre lecite»

È caccia al tesoro di Maduro: 60 miliardi di dollari in Bitcoin «frutto di operazioni non sempre lecite»

La promessa di una nuova e per nulla certa El Dorado del Sud America appassiona gli statunitensi: secondo voci di corridoio che si sono intensificate nelle ultime ore, infatti, l’ormai ex presidente Nicolás Maduro, capitombolato a seguito dell’operazione bellica decisa da Donald Trump, avrebbe nascosto un tesoro in Bitcoin.

Il tesoro in criptovaluta di Maduro

Il controvalore di queste riserve sfiorerebbe, si dice, i 60 miliardi di dollari e sarebbe il frutto di diverse operazioni più o meno lecite. In particolare il tesoro di Maduro sarebbe stato accumulato in seguito di tre operazioni specifiche: una grande vendita di riserve in oro effettuata nel 2018; la vendita di petrolio della società di Stato PDVSA e il sequestro/furto di apparecchiature di mining durante una campagna avviata anni fa proprio contro le criptovalute.

Nicolas Maduro
L’ex presidente Nicolás Maduro

Il fantasmagorico tesoro in Bitcoin di Maduro per alcuni ammonterebbe a 20 miliardi di dollari mentre per altri sarebbe gestito dall’attuale ministro della produzione e dell’industria Alex Saab, già implicato in passato in operazioni illecite e posto in stato di detenzione in USA dal 2000 al 2003, poi rilasciato dall’allora amministrazione Biden in uno scambio di prigionieri patteggiato con Caracas.

Sebbene non si abbiano prove dell’esistenza di queste riserve personali dell’ex dittatore venezuelano, diversi analisti fanno notare che potrebbe realmente esistere in quanto il Paese era stato messo al bando dai mercati finanziari internazionali e non aveva altra possibilità di finanziarsi, se non mascherando le sue attività proprio con l’ausilio delle criptovalute.

Quel che è certo è che sulle tracce del tesoro di Maduro potrebbero mettersi presto le autorità statunitensi interessate al sequestro: questo determinerebbe una riduzione dei quantitativi di Bitcoin in circolazione e un conseguente aumento del valore della criptovaluta.