Ebola Village, un titolo indie ci catapulta nell’URSS infestata

Ebola Village, un titolo indie ci catapulta nell’URSS infestata

Non serve aver completato tutti i Resident Evil per rendersi conto che il creatore di Ebola Village ha preso più di qualche spunto dalla saga di Capcom per sviluppare la propria galleria degli orrori. Il “Village” nel nome, va da sè, suona come una confessione. Disponibile su Steam è un survival horror in prima persona che potrebbe senz’altro terrorizzare i gamer meno abituati, ma sa anche regalare sani momenti di risate sguaiate per certe situazioni paradossali.

Ebola Village, la recensione

Di fronte a titoli del genere bisogna fare una premessa. Ebola Village è frutto della fatica di un unico sviluppatore, Victor Trokhin, colui che sta dietro alla software house indie_games_studio che negli anni ha partorito un poker di titoli in cui l’impostazione è fissa: un protagonista deve sopravvivere in un ambiente pieno di pericoli.

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Per chi ama quelle atmosfere russe, gelide in ogni dettaglio, Ebola Village è ambientata nell’URSS dove Maria è la nostra coraggiosa protagonista. La trama lascia senz’altro a desiderare, ma nel complesso chi è in cerca di un videogioco abbordabile e ricco di scene paurosamente spassose potrebbe uscirne soddisfatto.

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Il videogioco dura poche ore, durante le quali la protagonista è chiamata a esplorare stanze e scenari esterni, rimanendo sempre all’erta. I nemici spuntano in momenti più o meno prevedibili e atterrarli richiede una mira non da cecchino. Nel complesso è un’avventura spaventosa e al tempo stesso leggera, molto anni Novanta.