Festeggiamenti in Ungheria: Ilaria Salis vola a Budapest e occupa la casa di Orbán 

BUDAPEST – Non si spengono gli echi della vittoria alle ultime elezioni ungheresi di Peter Magyar, che ha interrotto la striscia positiva di Viktor Orban che durava da 16 anni. Nelle città si è assistito a scene di esultanza della gente comune, scesa per strada a festeggiare, approfittando del fatto che non ci fossero più poliziotti a spaccare teste ai dissidenti. Alcuni hanno festeggiato in modo particolare, come il Ministro degli Esteri ungherese del governo Orban, Peter Szijjarto, che si è chiuso dentro l’ufficio per distruggere documenti relativi alle sanzioni Ue contro la Russia da cui emergeva che l’Ungheria era stata incaricata di bloccare le misure europee.

Ma ancora più singolare è stato il festeggiamento della nostra Ilaria Salis, che ha iniziato la sua carriera pubblica dopo essere stata esibita in catene, museruola e antipulci in un tribunale ungherese, dopo essere stata tratta in arresto nel 2023 con l’accusa di aver partecipato all’aggressione di tre militanti neonazisti. Salis, coinvolta in passato in casi di occupazione abusiva di alloggi popolari a Milano, ora eurodeputata di AVS, è volata a Budapest e ha deciso di esprimere la sua gioia in modo eccentrico: occupando la casa del suo grande nemico sconfitto, Viktor Orban.

È stato facile entrare, ho una certa pratica in queste cose – ha raccontato l’eurodeputata – una forcina per capelli, una carta di credito e voilà. Non sapete cosa ho trovato, in questa casa! Un manifestino ‘IO QUI NON POSSO ENTRARE’ con il disegno di un migrante, montagne di rubli russi e una maglietta con la faccia di Matteo Salvini“.

Salis ha precisato che non ha viaggiato su un volo di Stato e che ha pagato tutto il suo assistente parlamentare Ivan Bonnin, “che però non è il mio fidanzato – ha tenuto subito a chiarire – diciamo che con cose come queste ci sta provando“. Salis comunque è ripartita subito, la mattina seguente, dopo essere stata svegliata alle 7:30 da alcuni agenti ungheresi che hanno bussato alla porta della camera da letto, “ormai è il mio servizio sveglia, mi alzo sempre così, non riesco più a farne a meno“.

È notizia di queste ore la chiusura di quel processo penale a carico della Salis, dopo aver ottenuto l’immunità da europarlamentare del 2024. Salis ha però precisato che, in teoria, “il caso potrebbe essere riaperto“, ma solo “ripartendo da capo” o picchiando di nuovo dei neonazisti, “cosa che in effetti non mi dispiacerebbe“.

Stefano Pisani

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