
Pavia – Si fa sempre più difficile la situazione di Andrea Sempio, ormai a un passo dal rinvio a giudizio per omicidio. Tra tutti gli elementi compromettenti che stanno emergendo in questi mesi ce n’è uno che appesantisce molto la sua condizione personale: fa il tifo per la Juventus.
L’indiscrezione sembra trovare conferma proprio dalla rilettura di alcuni indizi: in un’intercettazione ambientale infatti si sente chiaramente Sempio canticchiare “Storia di un grande amore”, che inizialmente la procura aveva accostato proprio al caso di Garlasco e che invece è l’inno ufficiale della Juventus.
Inoltre tra i libri sequestrati a casa sua, insieme a quelli a sfondo violento, spunta anche l’autobiografia di Paolo Montero, anche questo confuso dalla procura con un libro su un serial killer [senza peraltro andarci troppo lontano NdR].
Ma un elemento ha definitivamente convinto tutti: tra gli appunti in cui Sempio ha annotato sogni e incubi a sfondo violento c’è una riga sfuggita agli inquirenti in cui dice “Ho sognato di rigiocare la finale di Champions contro il Milan ma con Pavel Nedved in campo”.
La strategia della difesa ora sarebbe quella di far confessare a Sempio la sua fede calcistica in tv così da ottenere un po’ di solidarietà: “Essere tifosi della Juve in questo momento storico è una enorme tragedia – commenta l’avvocata Taccia – come fa a non farvi pena?”.
Raggiunto dai nostri microfoni Andrea Sempio ha preferito non rilasciare dichiarazioni; si è limitato ha farci capire che, vista la Juventus attuale, finire all’ergastolo – magari in isolamento senza tv – non è poi una prospettiva così pessima.
Eddie Settembrini
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