Anche se il nome del brevetto depositato da Sony, Ghost Player, rimanda a una saga videoludica molto apprezzata che ha in Ghost of Yōtei il proprio ultimo esponente, l’avventura sviluppata da Sucker Punch non c’entra nulla.
Con Ghost Player l’AI prende in mano il controller?
Con Ghost Player si fa infatti riferimento a una sorta di pilota automatico cui affidare i controlli del proprio alter ego virtuale quando la situazione si fa particolarmente ostica. Il funzionamento si baserebbe su due modalità principali, una “Guide Mode” nella quale il Ghost Player dimostrerebbe la soluzione di un puzzle o di una sequenza complessa lasciando il giocatore libero di replicarla mentre la “Complete Mode” vedrebbe l’Intelligenza artificiale proseguire per conto dell’utente. In questo modo si potrebbe agevolare il giocatore umano senza sfilargli per forza il controller dalle mani.

Un esempio: se si resta bloccati davanti a un puzzle o a un enigma, è facile che il giocatore umano voglia replicare quanto fatto dall’AI dopo che gli ha mostrato cosa andasse fatto. Viceversa sarebbe inutile chiedere al giocatore di ripetere le mosse dell’Intelligenza artificiale se continua a cadere in battaglia perché i nemici sono troppo forti: meglio fargli saltare a piè pari la fase, chiedendo al Ghost Player di fargli da pilota automatico.

Molti videogiocatori non più giovanissimi lamentano da decenni una continua deriva che ha portato i videogames a essere sempre più facili e a offrire via via meno sfida: le software house del resto per sopravvivere devono rivolgersi a una platea particolarmente ampia che includa anche i player occasionali. La soluzione individuata da Sony potrebbe consentire ai creatori di videogames di tornare a inasprire il livello di difficoltà medio.