La legge del Golden Power dà modo al governo di intervenire sulle operazioni societarie nei casi in cui occorra tutelare settori strategici e rilevanti per la sicurezza nazionale. Tuttavia nei mesi scorsi Bruxelles ha bacchettato Roma e il governo Meloni sull’intervento sulle banche lasciando intendere che potrebbe violare le regole del mercato unico sulla libera circolazione dei capitali e interferire con le competenze della Banca centrale europea in materia di vigilanza bancaria. Per questo è in corso un tagliando alla misura.
Come cambia il Golden Power?
La nuova disciplina del Golden Power è contenuta nel ddl di conversione in legge del decreto-legge 21 novembre 2025, n. 175, recante misure urgenti in materia di Piano Transizione 5.0 e di produzione di energia da fonti rinnovabili discusso ieri al Senato. Il testo contiene l’emendamento, approvato l’altro ieri dalla commissione Ambiente della Camera Alta, che interviene sulla disciplina normativa. Intervento che si è reso impellente e necessario dopo l’apertura della procedura di infrazione Ue all’Italia sull’uso dei “poteri speciali” sulle fusioni bancarie.
La riformulazione della norma, presentata dal sottosegretario al ministero dell’Economia, Federico Freni, stabilisce – spiega il Sole 24 ore – “la prevalenza della competenza esclusiva delle Authority europee, come Bce e Antitrust, in materia di valutazioni di tipo prudenziale e concorrenziale rispetto a operazioni di acquisizione nei settori delle comunicazioni, dell’energia, dei trasporti, della salute, agroalimentare e finanziario, ivi incluso quello creditizio e assicurativo”.