Grazie all’artigianato di qualità, alla cooperativa “La Mano” le fragilità diventano punti di forza

Grazie all’artigianato di qualità, alla cooperativa “La Mano” le fragilità diventano punti di forza

Le fragilità diventano punti di forza alla cooperativa La Mano Onlus. Qui persone con disabilità imparano una professione che rivive dal passato, dalla sartoria alla legatura, dalla tipografia all’imballaggio. E c’è anche una Bottega solidale con prodotti che arrivano direttamente dalle Marche. A raccontare questa realtà è la presidente, una volontaria: Amabilia Capocasa. L’appello? «Venite a toccare con mano la qualità dei nostri prodotti».

La storia in pillole

La cooperativa sociale di tipo B La Mano Onlus si trova a Legnano, una cittadina in provincia di Milano. Nasce quarant’anni fa, nel 1985, da alcuni dipendenti comunali. Prende il via dall’esperienza del Laboratorio Scuola – Centro di formazione per disabili – Città di Legnano, attivo in via Carlo Dell’Acqua già dal 1969. L’obiettivo? Offrire opportunità di impiego per persone con disabilità. Come ricorda la presidente della cooperativa Amabilia Capocasa, il centro di formazione professionale «preparava a dei mestieri persone con difficoltà, ma che mostravano una capacità non da poco rispetto alle attività manuali».

I dipendenti comunali di allora puntano tutto sulla valorizzazione delle persone che hanno portato a termine questi percorsi professionali e creano una cooperativa basata sul lavoro artigianale di qualità: legatoria, tipografia, legno. Racconta Amabilia Capocasa: «Professioni che oggi sono in via di estinzione e che invece andrebbero tutelate e mantenute attraverso dei percorsi di formazione specifici. Nel passato, andare in Bottega aveva un elevato senso di arte e genialità». Già, perché in fondo il Made in Italy iniziato nel nostro passato ha reso l’Italia un Paese ricco di «competenze legate anche alla creatività e alla fantasia che lo hanno reso unico al mondo». Inoltre, l’artigianato diventa «per le persone che hanno difficoltà una risorsa di lavoro».

Dalla legatoria alla sartoria

La Mano valorizza sia le professioni di un tempo sia le persone che le ripropongono lavorando all’interno di questa bella realtà. La legatoria, prima di tutto, «uno di quei settori in via di estinzione dove prevale il manuale. Un restauratore di libri antichi ha bisogno del legatore: i libri antichi vanno cuciti a mano e non incollati». Si rilegano e si cuciono a mano allora le agende, i quaderni, le tesi, i libri personali, ritrovando il profumo dell’inchiostro e di una professione che sa di un passato che vuole tornare. 

È presente anche la tipografia, che stampa volumi e fascicoli per enti pubblici, privati e aziende, brochure, biglietti da visita, tesi di laurea. L’assemblaggio che gestisce confezionamento, etichettatura, cambio imballo e montaggio di piccole parti. 

La cooperativa include anche la Sartoria Rami e Radici che, grazie al riutilizzo di stoffe e pellami di pregio donati da aziende di moda del territorio realizza capi d’abbigliamento su misura, accessori e molte altre commesse sartoriali. Racconta Amabilia: «Insegniamo il mestiere della sarta, dal taglio alla cucitura all’utilizzo di macchine, riciclate ma professionali. Uno dei nostri principi è quello di recuperare tutto ciò che è possibile, inclusi i bottoni provenienti da mercerie o da nonne e zie che ne hanno scatole piene!». 

coop La Mano 40 anni insieme

Un legame speciale con le Marche

Non manca neppure la Bottega, che dispone di prodotti provenienti da realtà agricole del territorio lombardo ma anche dalle Marche, territorio di origine di Amabilia: «Sono piccole aziende che producono a livello familiare prodotti di grande qualità, che non entrano nella grande distribuzione: olio, vino, legumi, pasta… In una confezione realizzata dai nostri ragazzi e ragazze. I nostri clienti sono sempre molto soddisfatti!». Sono presenti anche prodotti provenienti dall’economia carceraria. 

coop La Mano angolo di tipografia

Quando il lavoro diventa accoglienza

La Mano è «un ambiente protetto e attento alle problematiche delle persone ma che cerca di far emergere potenzialità e capacità affinché tutti e tutte siano in grado di svolgere un lavoro manuale, in autonomia. Proprio l’autonomia è l’obiettivo principale, poiché una persona che vive del proprio lavoro significa potenziare la dignità della persona stessa, con la soddisfazione di far parte a tutti gli effetti della società, oltre che non ricadere sui servizi sociali. I nostri dipendenti sono autonomi e soddisfatti: la cooperativa è il luogo di lavoro ma anche una seconda casa per la presenza di un clima positivo, di accoglienza, collaborazione e attenzione». Ognuno, dunque, fa parte di una squadra dove ciascuno lavora secondo le proprie capacità e competenze, con soddisfazione e serenità.

Il lavoro diventa quindi «strumento fondamentale per l’inclusione e la dignità». La cooperativa è diventata anche un vero e proprio punto di riferimento per gli Enti locali, che si rivolgono alla Mano per attivare tirocini formativi e programmi di inclusione sociale. Inoltre, gli studenti hanno la possibilità di svolgere i percorsi di alternanza scuola lavoro. 

Le fragilità come punto di forza

Le fragilità sono allora un punto di forza, grazie alla valorizzazione delle competenze e delle qualità delle persone. Amabilia lancia un appello personalissimo: «Venite a trovarci, toccate con mano per rendervi conto della qualità di tutti i nostri lavoro e della serietà con la quale i nostri ragazzi e ragazze, pur con le loro fragilità, mettono in atto per realizzare prodotti di ottimo livello!».