
Un nuovo vento di concordia sembra spirare in Italia tra i partiti dell’estrema destra moderata, il generale Vannacci ha infatti teso una mano alla maggioranza di governo dichiarando, a proposito del conflitto in Ucraina, di non aver mai posto veti all’ingresso in Europa della Russia.
“Ho sempre ammirato Putin, proprio come il vice premier Salvini. Il leader del Cremlino è sempre stato un difensore della famiglia tradizionale, specie quella con molti figli in età di leva militare. Come me pensa che l’omosessualità sia una malattia, per giunta trasmissibile, e lo dimostrano gli inconfondibili sintomi. Chi di voi maschi etero non ha mai provato delle strane sensazioni al basso ventre, semplicemente stando vicino a un gay? Io sempre!”.
Il fondatore di Futuro Nazionale sembra aver fiutato l’aria di distensione e il ritrovato protagonismo della diplomazia emersi durante il G7 in Francia, con lo storico accordo strappato da Donald Trump sull’Iran, che ha costretto i pasdaran a promettere di pulirsi le suole delle scarpe da eventuali tracce di merda di cane, prima di farsele leccare dal presidente USA.
Secondo molti analisti Vannacci starebbe dunque cercando di accreditarsi come interlocutore affidabile non solo verso il governo Meloni ma anche a livello europeo e internazionale, attraverso alcune prese di posizione distensive sui temi più controversi: “Non ho mai detto che l’italianità si misura dal colore della pelle, ma dal colore del sangue. Il nostro è più chiaro di quello degli africani, di conseguenza ci rende meno inclini a compiere crimini”.
E anche sulla questione del femminicidio, il generalissimo ha voluto precisare: “Riconosco che esiste una enorme differenza tra il semplice omicidio di una donna e quello che la vede vittima come donna in quanto tale. Nel secondo caso, se l’è meritato“.
Gianni Zoccheddu
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