«A differenza del motociclismo sportivo, che prevede pochi movimenti oltre alla caduta, fare un airbag per le persone, adatto alla quotidianità, è molto più complicato». Marcello Bencini, executive director di D-Air lab, ci ha raccontato di un progetto che ha richiesto dieci anni di ricerca e sviluppo per arrivare alla fine sul mercato con soluzioni che, al momento, offrono protezione costante a due tipologie di clienti: gli operatori che lavorano in quota e le persone anziane. A Vicenza D-Air lab è il laboratorio di ricerca fondato da Lino Dainese, che nel 2015 aveva venduto la società Dainese – brand molto noto in ambito motoristico – a Investcorp. «Sono più di 20 anni che lavoriamo sul settore degli airbag indossabili».

Come funziona un airbag indossabile?
Per mettere sul mercato prodotti simili, certificati da realtà terze, occorre un lungo periodo di analisi come ci ha spiegato Bencini di D-Air lab. «Studiamo il mondo reale per analizzare video di cadute reali. Poi riproduciamo il tutto in un sistema simulato. Questo processo richiede diverse competenze». Per una realtà come quella vicentina, composta da una ventina di persone, hanno richiesto uno scouting su più fronti. «Abbiamo ingegneri dell’automazione, del software, meccanici, elettronici e poi tutte le competenze legate alla parte di design del prodotto, compreso l’elemento sartoriale».

Se è vero che l’airbag deve essere anzitutto sicuro, per un prodotto da indossare nella vita di tutti i giorni vanno tenute in considerazioni pure altre esigenze. Come la praticità (nel caso lo si debba indossare mentre si lavora) e la comodità (nel caso venga utilizzato nelle faccende di tutti i giorni). Per quanto riguarda il settore lavoro D-Air Lab ha messo sul mercato per alcune centinaia di aziende WorkAir, airbag per i lavoratori in quota pensato per ridurre il rischio di lesioni da caduta sul lavoro. Diverso è il target di FutureAge, cintura airbag per la protezione dell’anca per favorire autonomia e sicurezza delle persone anziane o con fragilità motorie.
Prevedere una caduta con l’AI
Ma come fa il sistema a prevedere la caduta e così attivarsi soltanto un attimo prima dell’impatto? «I nostri sono airbag elettronici, con sensori, accelerometri e un algoritmo che distingue tra situazione di pericolo e normale utilizzo quotidiano. Nel caso di FutureAge è stato sfidante». D-Air Lab è stata tra le realtà italiane presenti all’ultimo CES di Las Vegas, in Nevada, dove ha presentato Aether, un giubbotto multifunzione versatile. Come ci ha spiegato Bencini non si tratta di tecnologie facili da sviluppare e vanno a braccetto talvolta con i regolamenti.

«Il nostro primo prototipo di airbag indossabile è del 2001. In ambito di motociclismo sportivo è diventato obbligatorio nel 2018». Il sistema, tra l’altro, non può attivarsi l’istante dopo l’impatto come avviene per le auto. «Dobbiamo aprire l’airbag prima dell’urto. Il sacco si riempie di CO2, più sicura e leggera». Per quanto riguarda FutureAge il prodotto ha un prezzo di vendita inferiore ai 600 euro, mentre quello per le aziende il prezzo è leggermente superiore.
Dati recenti dell’Inail hanno inquadrato una situazione drammatica: nei primi undici mesi del 2025, le morti sul lavoro sono state 1.002 (di cui 273 decessi in itinere). Basta questa cifra, in linea con l’anno precedente, per capire che simili situazioni sono all’ordine del giorno. Sistemi di sicurezza possono senz’altro aiutare a ridurre il rischio di infortuni o di morte. «Al momento l’airbag indossabile non è obbligatorio sul lavoro, ma stiamo dialogando con le istituzioni». L’obiettivo di queste realtà è potenziare strumenti e dispositivi capaci di ridurre i rischi e il numero di tragedie.

Per quanto riguarda invece FutureAge, la cintura pensata per le persone anziane, è risaputo che le cadute, in casa o fuori, possono peggiorarne irrimediabilmente la condizione di salute. «È un rischio che si articola lungo tutta la giornata. Stiamo parlando di persone molto esposte a quel pericolo».