Il nuovo oro blu: una riserva d’acqua dolce millenaria emerge dalle profondità dell’Atlantico

La costa orientale degli Stati Uniti nasconde un paradosso scientifico: acqua dolce sepolta nel fondale dell’Atlantico. La scoperta è frutto di indagini geologiche pre-2025 ma è solo in questo anno che gli scienziati iniziano a fare ricerche specifiche e coordinate. Quelle che erano semplici tracce hanno portato alla conferma di una falda acquifera sottomarina con ventimila anni di storia alle spalle.

Significa che l’acqua dolce è presente dall’ultima era glaciale ed è coperta da uno strato di roccia che la protegge dall’acqua oceanica. La riserva trovata può coprire il fabbisogno idrico di New York per molti secoli. Una notizia positiva perché si parla di acqua non contaminata dalle industrie, senza PFAS o altri inquinanti urbani. Il problema è il prelievo di quest’acqua, necessità di strutture ingegneristiche costose, in più ci sono anche delle questioni giuridiche e ambientali da risolvere. Insomma, una ricchezza che comporta dei costi nascosti per ottenerla.

scoperta riserva d’acqua dolce millenaria nelle profondità dell’Atlantico

Prima della scoperta effettiva del nuovo oro blu, i geologi sospettavano la presenza di acqua dolce in pozzi separati. Invece, sotto l’Atlantico un continente di ghiaccio ora disciolto

Quando è stata trovata la prima traccia di falde acquifere dolci nell’Atlantico? Le principali agenzie e fonti parlano del 2025 come un anno zero di conferma. Ma ci sono gli archivi della Guerra Fredda che ci raccontano altro: i registri geologici statunitensi già studiavano i sedimenti di acqua salata vicino alla costa del New Jersey. C’erano segnali della presenza di altro, l’acqua dolce che potrebbe avere un sapore e una consistenza molto diversa da quella che si beve dal rubinetto o dalle bottiglie del supermercato.

La missione per proteggere l’Atlantico è sulla via del ritorno
La missione per proteggere l’Atlantico è sulla via del ritorno

Perché c’è dell’acqua intrappolata sotto l’Atlantico? Perché l’oceano ha sotto il fondale del ghiaccio intrappolato e che talvolta si scioglie in liquido. Potrebbero esserci altre falde acquifere oceaniche nel mondo, ma la certezza adesso è sull’Atlantico. Questa falda ci dice anche che lo scioglimento dei ghiacci nascosti è un processo lunghissimo, millenario e, di fatti, anche il processo simile creato dal clima più caldo genera effetti lentissimi e annuali.

Ma parliamo del 2025, cosa successe lo scorso anno? Un team internazionale lanciò Expedition 501, una nave di sollevamento perforò tre pozzi tra maggio e agosto. Si recuperarono ben 54.000 litri a una profondità di 4000 metri sotto il fondale marino. Tra un pozzo e l’altro la qualità dell’acqua variava, presentava anche una salinità diversa. I tre pozzi analizzati chimicamente e geologicamente confermano una falda acquifera unica; prima di questa si pensava a sacche isolate di acqua dolce e non a un sito unico millenario.

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