«Il PNRR ha fornito le risorse, ora la sfida è trasformarle in potere competitivo permanente»

«Il PNRR ha fornito le risorse, ora la sfida è trasformarle in potere competitivo permanente»

Quando un cantiere strategico arriva al primo traguardo, non si chiudono le porte: si cambia scala, si consolida la struttura, si prepara la durata. Con NEST CONNECT 2026 – Innovation, Impact, Insights, a Roma, Fondazione NEST ha chiuso la prima fase del percorso sostenuto dal PNRR e ha aperto una nuova stagione per l’ecosistema energetico nazionale. La due giorni di lavori del
19–20 febbraio ha tenuto insieme sintesi e rilancio: ha messo a fuoco i risultati raggiunti e ha riunito ricerca, imprese e istituzioni per costruire le basi di una collaborazione pubblico-privata stabile, duratura e capace di reggere nel tempo.

In questi anni la Fondazione ha strutturato una mappatura delle tecnologie sviluppate, degli asset strategici e dei livelli di maturità tecnologica (TRL), costruendo uno strumento operativo che connette ricerca, industria e mercato e che pone le fondamenta di un’infrastruttura permanente di trasferimento tecnologico. La nuova fase punta proprio a trasformare l’esperienza maturata nel PNRR in un modello strutturale e permanente di trasferimento tecnologico, capace di valorizzare competenze, laboratori e relazioni industriali e di garantirne la continuità nel tempo.

“In questi tre anni il PNRR ci ha permesso di formare le risorse, ora la sfida è trasformarle in potere competitivo permanente. Il vero risultato non sono i progetti conclusi, ma le connessioni attivate tra giovani ricercatori e imprese: è lì che si genera valore – ha commentato Francesco Cupertino, Presidente della Fondazione NEST – Dobbiamo trattenere i talenti per costruire sovranità tecnologica. In Fondazione NEST stiamo consolidando un ecosistema in cui formazione, ricerca e industria non si incontrano per necessità, ma per strategia. È iniziata una nuova fase in cui accompagniamo il Paese a rendere questa alleanza strutturale e internazionale.

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“La parola d’ordine di NEST Connect 2026 è continuità – spiega Gabriella Scapicchio, Direttrice Generale di Fondazione NEST -. Dopo la fase accelerata del PNRR, stiamo lavorando da oltre un anno per trasformare NEST da progetto a infrastruttura permanente, capace di integrare ricerca, imprese e mercato, portare l’innovazione in azienda, rendere la scienza comunicabile e utile, aprire connessioni globali e mettere evidenze empiriche a disposizione delle policy”.

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NEST CONNECT 2026 ha visto il dialogo tra aziende partner, università, ricercatori e rappresentanti politici su come accelerare la transizione verde e digitale del Paese, rafforzando il legame tra ricerca applicata e mercato.

Manifesto 9xENERGY: la rotta comune della transizione

La prima giornata di lavori è stata dedicata alla stesura del Manifesto della Transizione Energetica attraverso nove tavoli di lavoro, uno per ciascuno dei nove Spoke NEST. Un formato pensato per far emergere priorità e traiettorie strategiche, mettere in relazione ricerca, industria e policy, e arrivare a sintesi operative orientate all’azione, non a esercizi teorici.

Da questo lavoro è nato il Manifesto 9xENERGY, un documento programmatico che sintetizza visione strategica, valori fondanti e priorità maturate nel percorso di Fondazione NEST, delineando le direttrici della prossima fase dell’innovazione energetica nazionale. È un documento di indirizzo pensato per offrire a istituzioni e attori dell’ecosistema una base comune di visione e responsabilità, in una fase in cui competizione globale e coerenza di sistema diventano fattori decisivi.

I tavoli hanno coinvolto gli Spoke Leader della Fondazione insieme a rappresentanti operativi dei Ministeri impegnati nei processi di innovazione e transizione – MUR, Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, MEF, Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Ministero per gli Affari Europei, il Sud, le Politiche di Coesione e il PNRR — in un confronto interdisciplinare finalizzato a rendere più integrato e coerente l’ecosistema tra ricerca, industria e policy pubblica.

Nel pomeriggio l’evento si è aperto al dialogo con la comunità nazionale della ricerca e dell’innovazione sull’energia, tra keynote di indirizzo e confronto istituzionale, restituzione degli esiti dei tavoli, annunci strategici e valorizzazione di esperienze di rilievo, in un passaggio che ha messo in continuità visione di lungo periodo, politica industriale e capacità di attuazione.

La giornata del 20 si è aperta con lo speech di Riccardo Luna, “Qualcosa è andato storto”, una riflessione netta su come il web, a lungo percepito come la più potente infrastruttura di progresso e partecipazione — capace di “abbattere muri e costruire ponti” — abbia finito per diventare, in troppi casi, un amplificatore di polarizzazione e un grimaldello contro le democrazie. A seguire, la giornata ha dato spazio a un confronto di indirizzo, tra scenari e decisioni. Dopo l’apertura istituzionale, i relatori avvicendatisi sul palco hanno offerto una lettura di scenario post-PNRR, concentrandosi su come governare la transizione energetica tra regole, priorità e scelte pubbliche. Il focus si è poi spostato sul passaggio decisivo dalla ricerca al mercato, mettendo a fuoco innovazione e tecnologie emergenti e le condizioni che rendono scalabili le soluzioni, tra industria, investimenti e trasferimento tecnologico. Il confronto ha quindi allargato l’orizzonte al nesso tra energia, ricerca e geopolitica, interrogandosi sul ruolo dell’Italia nel mondo che cambia e su come posizionare competenze e filiere in uno scenario di crescente competizione. In chiusura, il tema della ricerca che crea futuro ha ricomposto la prospettiva di lungo periodo, richiamando la necessità di reti e infrastrutture capaci di rendere continuativa l’innovazione anche oltre la spinta straordinaria dei programmi.

Questi due giorni di lavoro hanno segnato il passaggio in cui ciò che è stato sperimentato si trasforma in metodo, alleanza e continuità. Perché la transizione energetica accelera solo quando competenze diverse avanzano nella stessa direzione, con responsabilità condivise e una rotta comune. In questa nuova fase, Fondazione NEST si è consolidata come infrastruttura stabile dell’innovazione energetica italiana, capace di tradurre ricerca e relazioni industriali in impatto duraturo.